Come in tutta Italia, al santuario non si celebrano Messe, ma la comunione è mantenuta grazie alle possibilità della rete; ogni giorno infatti, grazie a canale YouTube “Santa Casa Loreto” e a Telepace tutti possono collegarsi alla celebrazione in Santa Casa delle 7,30 del mattino. Mons. Fabio Dal Cin commenta: "Noi celebriamo sempre per il nostro popolo e per il mondo intero"
Mons. Scicluna commenta per il Sir l'annullamento del viaggio apostolico di Papa Francesco a Malta, previsto per il 31 maggio. "Decisione cordiale", presa a causa della pandemia che anche nell'isola, ad oggi, registra 103 casi. "Viviamo un Venerdì Santo anticipato e prolungato", dice il vescovo, esortando a rispettare le restrizioni imposte dai governi per il bene comune.
Attese indicazioni comuni per la Settimana Santa e la Pasqua, rinviate a data da destinarsi celebrazioni di prime comunioni e cresime previste nelle prossime settimane.
Profonda solidarietà con le sofferenze delle persone, sostenere la preghiera e la vita di fede delle famiglie, attese indicazioni comuni per la Settimana Santa e la Pasqua, rinviate a data da destinarsi le celebrazioni di prime comunioni e cresime previste nelle prossime settimane. Un pensiero di vicinanza per il resto dell’Italia e per la Croazia.
Mercoledì 25 marzo, solennità dell’Annunciazione del Signore, il vescovo di Padova, mons. Claudio Cipolla, celebrerà, a porte chiuse, la messa alle ore 11 all’interno della Cappella degli Scrovegni a Padova.
La Chiesa di El Salvador, pur nell'emergenza Coronavirus, vive in questi giorni una doppia gioia. Da un lato, qualche settimana fa, è arrivata la notizia del riconoscimento del martirio del sacerdote gesuita Rutilio Grande e di due laici che lo accompagnavano, Manuel Solórzano e Nelson Rutilio Lemus. Dall’altro, martedì 24 marzo si celebra il quarantesimo anniversario del martirio di san Oscar Arnulfo Romero, arcivescovo di San Salvador, che di padre Rutilio fu amico.
Nel clima di costante incertezza di questi giorni, che fa emergere insicurezze e solitudini, è fondamentale restare accanto ai fedeli, e, vista l’impossibilità di raggiungerli personalmente, si utilizzano tutti i mezzi messi a disposizione dalla tecnologia.
Nella città in quarantena, dalle strade vuote, con le fabbriche quasi ferme e la gente chiusa nelle case, c'è una comunità che resiste e continua a prendersi cura dei più fragili: la Piccola casa della divina Provvidenza.Il Superiore generale, padre Carmine Arice racconta il miracolo quotidiano del Cottolengo e dice: "Finita questa esperienza, non si potrà più essere come prima. Viviamo un male che può trasformarsi in un dono per tutti".