“I Vescovi italiani non possono accettare di vedere compromesso l’esercizio della libertà di culto. Dovrebbe essere chiaro a tutti che l’impegno al servizio verso i poveri, così significativo in questa emergenza, nasce da una fede che deve potersi nutrire alle sue sorgenti, in particolare la vita sacramentale”.
“Preghiamo insieme oggi per le persone che svolgono servizi funebri. È tanto doloroso, tanto triste quello che fanno, e sentono il dolore di questa pandemia così vicino. Preghiamo per loro”.
Il responsabile della cappellania di un ospedale toscano si racconta al Sir: “Accolgo i malati nella mia vita cercando di alleviarne solitudine e disperazione e aiutandoli a dare un senso alla loro sofferenza”. La paura c’è ma “bisogna saper rischiare. Gesù come si sarebbe comportato?”
Anche questa settimana domenica 26 aprile (terza domenica di Pasqua), alle ore 10 sul canale Youtube della Diocesi di Padova (http://www.youtube.com/c/DiocesiPadovaVideo), verrà trasmessa la messa presieduta dal vescovo Claudio Cipolla, in forma non pubblica.
Parlano i responsabili di due Fondazioni che accolgono nelle loro residenze anziani e disabili , in queste settimane al centro delle indagini della Procura di Milano. "Di fronte all'emergenza ci siamo trovati soli, con poche risorse e strumenti, tuttavia non ci siamo mai tirati indietro nel proteggere e curare i nostri ospiti". "Anche i nostri medici e infermieri sono eroi. Vorremmo si parlasse delle persone fragili che abbiamo salvato e continuiamo a salvare"
“La pandemia non dovrebbe essere una scusa per far morire gli esseri umani nel mar Mediterraneo”: il monito arriva oggi dal segretario generale della Commissione degli episcopati dell’Unione europea (Comece), Barrios Prieto, che invoca “un meccanismo di solidarietà concordato tra gli Stati membri dell’Ue”, per rispondere alle situazioni di emergenza dei migranti in mare.