Incontrando a Tokyo le vittime del triplice disastro del 2011, il Papa ha ricordato in particolare l’incidente nucleare di Daiichi a Fukushima e le sue conseguenze.
“Il crollo del Ponte sull’A6 è un altro segnale doloroso, che per fortuna non ha causato vittime”. Lo ha affermato questa mattina l’arcivescovo di Genova, il card. Angelo Bagnasco, commentando quanto accaduto nella giornata di domenica con il crollo del viadotto dell’autostrada Torino-Savona nella zona di Altare.
“Una cena di lavoro” per chi nelle comunità parrocchiali ha a cuore la cura dei giovani dai 18 anni in su. È la proposta che l’Ufficio pastorale giovani della diocesi lancia a presbiteri e giovani adulti per mercoledì 27 novembre, ritrovo ore 19 a Villa Immacolata di Torreglia. Una serata per condividere riflessioni, raccogliere impressioni, domande e eventuali bisogni educativi e formativi.
Prenderà il via giovedì 28 novembre una nuova edizione del ciclo di incontri "Dove va la morale?", promosso da Facoltà teologica del Triveneto, Fondazione Lanza e Formazione all'impegno socio-politico. Il titolo di quest'anno è "Vivere insieme, nella città plurale. Etiche e religioni, per la convivenza".
“Un Organismo consultivo internazionale dei giovani, nominando come membri per un triennio 20 giovani provenienti da diverse regioni del mondo e da alcuni movimenti, associazioni e comunità internazionali”.
La seconda giornata del Papa in Giappone è stata un unico, grande e accorato appello alla pace e al disarmo, che passa per la messa al bando delle armi nucleari. "Mai più la guerra, la pace è disarmata", il filo rosso che lega le tappe a Hiroshima e Nagasaki
“Quando fummo bombardati avevo 14 anni ed ero uno studente di terza media”. A raccontare la sua esperienza al Papa è stato un sopravvissuto, Yoshiko Kajimoto.
L’elasticità di cuore e di mente di una famiglia deve essere alla base della scelta di accogliere un minore a rischio, perché questa decisione richiede, ai genitori affidatari, di stare dentro a un complesso sistema di affetti e non di colmare il loro bisogno di genitorialità. L’accoglienza necessita spesso della capacità di saper lasciare andare il minore per reinserirlo nel nucleo familiare d’origine.