Da ieri e fino alla mezzanotte di oggi è possibile beneficiare del Perdono d’Assisi, l’indulgenza plenaria che può essere ottenuta alla Porziuncola oppure visitando tutte le chiese parrocchiali e francescane. Padre Ermes Ronchi: “Momenti come questo ci mettono a confronto con l’infinita misericordia di Dio e ci ricordano che tutto è grazia”, ma al tempo stesso ci chiedono di “essere indulgenti con gli altri”. Perdonare “non è un atto di debolezza ma di fede”; il perdono è “il” dono per eccellenza e può creare “piccole oasi di pace”
“Questo giorno, così intenso e doloroso, aiuta ognuno di noi e tutta la nostra città a ritrovare se stessi. Non si attenua, con l’inesorabile passare degli anni, l’orrore per l’accaduto ma anche la forza di solidarietà che suscita. Avviene sempre così nei momenti importanti (e dovremmo imparare a non aspettare le emergenze per cercare l’unità di intenti e mettere da parte quello che divide), perché in essi capiamo che non c’è tempo da perdere, smettiamo di accusarci in un clima di competizione che perde di vista il vero nemico, ricordiamo che siamo tutti abitanti della stessa casa, esposti agli stessi problemi, fratelli che abbiamo in realtà bisogno di tutti”.
Sono partiti la notte scorsa dalla chiesa di S. Pio da Pietrelcina di Castel del Piano (Perugia), hanno dai 15 ai 30 anni e insieme raggiungeranno il prossimo 9 agosto Santiago de Compostela attraverso il “Cammino inglese”. Il pellegrinaggio, organizzato dalla Pastorale diocesana giovanile insieme al Coordinamento oratori perugini e incoraggiato dal card. Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, vedrà i giovani impegnati a percorrere a piedi un percorso di 124 chilometri, da Ferrol sull’Atlantico a Santiago.
Caritas e pastorale sociale. È forte il legame tra queste due realtà, sottolinea suor Francesca Fiorese, che non nasconde però le difficoltà del mettersi insieme. E lancia una proposta
L’Africa delle storie e delle persone. L’Africa della quotidianità. Della resilienza. Delle prospettive. Delle pratiche virtuose e di chi, giorno per giorno, cerca di generare cambiamento e innovazione, qualità della vita e speranza per il futuro, cultura e relazioni.
Insieme, in uscita, verso le periferie, oltre gli steccati, per essere espressione della stessa Chiesa. In occasione del quinto seminario estivo dei direttori degli uffici diocesani di pastorale sociale e del lavoro, che si è tenuto a Greccio a inizio luglio, una sessione è stata dedicata al rapporto tra pastorale sociale e Caritas.
«Una storia non è compiuta finché non si racconta e non si canta». La frase di Maria Zambrano, filosofa della poesia, è stata citata nella plenaria dedicata alla restituzione degli otto laboratori che hanno rappresentato una porzione significativa della sessione ecumenica del Sae, conclusa sabato 27 luglio.
"Se la società e la Chiesa non sono in uscita, anche il posto più sicuro del mondo non è per niente tale. Il romanzo finisce con la Contea devastata. È il rischio che stiamo correndo". Parla Andrea Monda, direttore de "L'Osservatore Romano" e profondo conoscitore dell'opera di J.R.R. Tolkien: "La chiamata alla santità è universale, tutti possono contribuire con il proprio talento a un disegno più grande. Ma c'è bisogno del contributo di ciascuno di noi. Alla fine vince la Compagnia dell'anello e non l'oscuro signore, solo nella sua torre"