Al Cara di Castelnuovo di Porto il tradizionale gesto prepasquale. I profughi arrivano da Nigeria, Eritrea, Mali e Pakistan e sono cattolici, cristiani copti, indù, musulmani. Perego (Migrantes): “Dopo gli attacchi l'invito è a non chiudersi”. Ripamonti (Astalli): “Gesto semplice e dirompente”.
Al termine dell'udienza del mercoledì, prima dei saluti ai fedeli di lingua italiana, il Papa ha ricordato i tragici attentati di Bruxelles e ha chiesto la "condanna dei crudeli abomini" e la preghiera per "convertire i cuori di queste persone accecate dal fondamentalismo crudele".
Entusiasmo, umiliazione, indifferenza, annientamento, misericordia. Sono le parole che Francesco ci ha proposto nella sua omelia per la Domenica delle Palme, trentunesima Giornata mondiale della gioventù.
Francesco ha svolto l'udienza del 16 marzo declinando due parole: esilio e consolazione. Partendo dal "libro della consolazione" del profeta Geremia, il Papa ha tracciato un parallelo tra l'esilio dei migranti e quello del popolo di Israele, auspicando nazioni e governanti che "aprono il cuore e aprono le porte" al confine dove spesso i profughi rimangono perché "non sentono l'accoglienza". L'elogio dell'Albania, che ha saputo rialzarsi dopo "persecuzione e distruzione", e il saluto speciale ai giovani di Cracovia, a quattro mesi dalla Giornata mondiale della gioventù.
Nei primi 100 giorni del Giubileo sono giunti a Roma, solo nella zona di San Pietro, quasi tre milioni di pellegrini. A Pasqua e nella Domenica della Misericordia si entra nel vivo dei grandi eventi. L'invito ai gruppi a prenotarsi. Giovani e anziani da ogni parte del mondo tra le centinaia di volontari.