Papa Francesco, aprendo l'assemblea dei vescovi italiani, ha delineato il ritratto del pastore che ha a cuore il popolo che gli è affidato. Un identikit impegnativo che offre, al discernimento dei singoli credenti e delle comunità ecclesiali, una traccia significativa di riflessione sul modello di chiesa che a lui sta a cuore. Sollecitato «un annuncio cadenzato sull’eloquenza dei gesti». Necessaria la presenza nella famiglia, tra i disoccupati e i migranti.
Sempre più di frequente – anche se non riesco ad azzardare una percentuale – genitori che non sono sposati in chiesa si rivolgono alla parrocchia per inserirvi i loro figli. Le loro richieste non sono diverse da quelle degli altri genitori. Come ha ben evidenziato qualche anno fa una ricerca del sociologo Alessandro Castegnaro, i genitori chiedono soprattutto due cose alla parrocchia.
Venerdì 11 aprile, il papa ha incontrato i volontari dei Centri di aiuto alla vita tra la sentenza della Consulta che apriva alla fecondazione eterologa e lo scoppio del caso di scambio degli embrioni a Roma. Il monito: «La vita è una e inviolabile, questo diritto non può essere sottoposto ad alcuna condizione. Uno dei grandi rischi della nostra epoca sta nel divorzio tra la morale e l’economia, tra un mercato infarcito di tecnologia e le norme etiche della natura umana»
La quinta tappa di avvicinamento al sinodo dedicato alla famiglia (che vivrà un primo momento importante in ottobre) riporta una riflessione di coniugi Benciolini, medico legale impegnato sui temi della bioetica lui, psicologa e psicoterapeuta lei. «In una chiesa di persone adulte – scrivono – dev’esserci lo spazio per la voce di chi vive esperienze omoaffettive. Sgombrando il campo da luoghi comuni pesantemente offensivi».