Il dibattito tra i padri sinodali si è scaldato fino a farsi sempre più partecipativo e appassionato. Al centro della riflessione, la questione dell'accesso all'eucaristia per i divorziati risposati e le proposte per accelerare le dichiarazioni di nullità dei matrimoni. Analizzata anche la "procedura amministrativa" per la nullità mediante la dichiarazione diretta del vescovo diocesano.
Sinodo sulla famiglia: ribadita dai padri sinodali la necessità di "riconoscere elementi positivi anche nelle forme imperfette che si trovano al di fuori" del matrimonio sacramentale. Risuonata l'urgenza di "scelte pastorali coraggiose" su separati, divorziati non risposati, divorziati risposati. Per le persone omosessuali ("hanno doti e qualità da offrire alla comunità cristiana"), la chiesa deve essere "casa accogliente".
Intervistato dal quotidiano di Buenos Aires La Naciòn, il pontefice ha parlato della situazione internazionale, della sfida di aggiornare la chiesa e della necessità di avvicinarsi ai giovani. Sullo stile del Sinodo: «Che tutti possano esprimere le proprie idee in tutta libertà. La libertà è sempre molto importante. Altra cosa è il governo della chiesa, che è nelle mie mani, dopo le consultazioni del caso».
Il papa ha indicato lo stile sinodale, improntato alla "parresia" evangelica. Nella relazione del cardinale Péter Erdő affrontati tutti i nodi culturali e pastorali sui quali i padri sinodali si confronteranno. Dalle convivenze che hanno sostituito il matrimonio alla posizione dei divorziati risposati civilmente. Nella consapevolezza, però, che c'è «un patrimonio di fede chiaro e ampiamente condiviso».
Papa Francesco ai vescovi del Continente: "Annunciate Cristo senza paura e senza vergogna". Le analisi dei cardinali Erdő e Bagnasco, dell'arcivescovo Massafra. Il patriarca Fouad Twal: "Il problema dell'Europa oggi è che mancano i figli. Ci sono più case di riposo per anziani che asili per bambini. Non dovete avere paura degli stranieri. Dovete avere paura del vostro modo di vivere la vita".
Bruno Forte, arcivescovo di Chieti-Vasto e segretario speciale del Sinodo, chiarisce: «Nella chiesa ortodossa non c'è un secondo o terzo matrimonio: c'è solo il primo, e dopo il primo il sacerdote dà una benedizione che non ha valore sacramentale, ma soltanto di invito alla penitenza… È una prassi condivisibile». E ancora: «I divorziati risposati sono battezzati, sono figli della chiesa, che la chiesa ama».
Il cardinale Lorenzo Baldisseri, segretario generale del Sinodo, a proposito del dibattito sulla comunione ai divorziati: «Io mi domando perché non parlare anche della poligamia, dei matrimoni combinati, dei matrimoni misti, delle povertà di ogni tipo che creano spesso le condizioni per separazioni, divorzi, fallimenti?». Occorre «trasmettere ai giovani la bellezza del vangelo della famiglia».
Agli arresti in Vaticano mons. Wesolowski, accusato di pedofilia. Prosegue così il "percorso di guarigione" voluto e indicato da Francesco. Il papa della misericordia non vuole che la malattia devasti tutto il corpo. Ha usato il bisturi, perché gli abusi sono "un culto sacrilego" che lascia cicatrici per tutta la vita, una "terribile oscurità".