Papa Francesco a Villa Nazareth di Roma si ferma più di un'ora e mezza a rispondere alle domande di studenti ed ex studenti. "Tante volte mi sono trovato in crisi con la fede", ha confessato: ci sono tanti cristiani "truccati" da santi. "Il Signore ci liberi dai briganti e dai sacerdoti che vanno sempre di fretta. "Rischia!", l'imperativo ai ragazzi, esortati a "sporcarsi le mani".
Nel quarto discorso rivolto alla diocesi di Roma, Papa Francesco chiede di "uscire dalle dichiarazioni di principio per addentrarci nel cuore palpitante dei quartieri". No alla "logica separatista" e alla "pastorale dei ghetti", sì alla Chiesa Madre capace di "assumere la logica della compassione", senza giudicare e condannare. "Accogliere, accompagnare, discernere, integrare" i verbi-chiave.
L’esortazione post-sinodale Amoris laetitia di papa Francesco sta creando non poche difficoltà e problemi di interpretazione anche in ambito pastorale. Si avverte dunque l’esigenza di alcune chiarificazioni per un lavoro pastorale di accompagnamento, discernimento e integrazione che sia illuminato e al tempo stesso attento alle sollecitazioni del papa.
Rafforzare l’impegno della Chiesa a tutela dei minori è l’obiettivo del Motu proprio “Come una madre amorevole” diffuso da Papa Francesco. Nel documento il Pontefice stabilisce che tra le “cause gravi” già previste dal Diritto canonico per la rimozione dall’ufficio ecclesiastico di vescovi, eparchi e superiori maggiori, va compresa anche la loro “negligenza” relativamente ai “casi di abusi sessuali compiuti su minori ed adulti vulnerabili”.
“L’incontro è il messaggio”. È quanto ha detto papa Francesco accogliendo in Vaticano lo sceicco Ahmed al Tayyeb, Grande Imam di al-Azhar, la celebre università musulmana sunnita del Cairo.