Don Massimo Angelelli, direttore dell’Ufficio per la pastorale della salute della Cei, riflette sul legame tra speranza e malattia: “La sofferenza spinge a cercare un senso e, spesso, a riscoprire Dio. Curare non è solo guarire: servono tempo, relazioni, vicinanza”. Critico il modello sanitario attuale, troppo orientato alla prestazione: “Dobbiamo restituire centralità ai malati e ai curanti, sostenendoli con preghiera e riconoscimento concreto”
In occasione della Giornata del malato, Brescia rilancia “Insieme si cura”, progetto nato dalla collaborazione tra diocesi, istituzioni e realtà sanitarie per garantire assistenza ai più fragili, inclusi i senza dimora. Il personale medico va direttamente nei luoghi dove vivono per offrire supporto sanitario. Un’iniziativa scelta come opera segno del Giubileo bresciano, simbolo di una città inclusiva che non lascia indietro nessuno
La sospensione dei fondi Usaid blocca progetti sanitari essenziali in Africa. Don Dante Carraro (Cuamm) denuncia la situazione: “Interventi vitali per mamme e bambini sospesi, non sappiamo come proseguire”. Dal 1991, l’8x1000 alla Chiesa cattolica ha finanziato oltre 1.300 progetti sanitari in 67 Paesi. Storie di speranza, come quella di Sara in India, mostrano come la cura e la vicinanza possano ridare vita a chi soffre
“Accogliendo le petizioni e i desideri di pastori, di religiose e religiosi, come di associazioni di fedeli, considerato l’influsso esercitato dalla spiritualità di santa Teresa di Calcutta in diverse regioni del mondo”, il Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti ha disposto che il nome di santa Teresa di Calcutta “sia iscritto nel Calendario Romano Generale e la sua memoria facoltativa sia celebrata da tutti il 5 settembre”.
Ligia, Maria… ma anche Mohammed e tanti altri… sono volti noti della città. Noi, come associazioni e realtà religiose che ci occupiamo quotidianamente di persone vulnerabili e svantaggiate per garantire loro l’accesso ai servizi primari (un pasto, un letto, una doccia…) o anche per una parola di conforto, li conosciamo; li chiamiamo per nome…
“Un autentico Stato di diritto si verifica nel trattamento dignitoso che meritano tutte le persone, soprattutto le più povere ed emarginate”. Lo scrive il Papa in una lettera inviata ai vescovi degli Stati Uniti, in cui chiede di favorire “una politica che regoli la migrazione ordinata e legale”.
Gremita come ogni anno la basilica del Carmine di Padova in occasione della solenne celebrazione della Giornata mondiale del malato, giunta quest’anno alla XXXIII edizione, nella memoria della Beata Vergine Maria di Lourdes (11 febbraio). Presenti fedeli, malati, familiari, istituzioni e moltissimi volontari delle diverse associazioni e realtà che si occupano dei malati.
“La grande capacità di accoglienza di pellegrini, come quella di profughi della guerra in Ucraina, dimostra che esiste da noi lo spazio materiale e fraterno. Quando si sente dire che non possiamo accoglierli tutti, sappiamo invece che l’abbiamo già fatto”, dice lo scrittore al Sir
“A distanza di 25 anni da Tor Vergata, ripensando alle parole di quella notte, al discorso di non rassegnarci, di andare oltre l'indignazione, posso dire che ciò che sono diventata oggi è la realizzazione di quello che ci è stato chiesto quella notte dal Papa”, ci dice l’esperta di comunicazione