La visita del Pontefice nella città scaligera si è svolta come un "inno di pace", con l'attenzione rivolta a tutte le guerre, dal Medio Oriente all'Ucraina. Dall'incontro con sacerdoti e consacrati alla visita nel carcere di Montorio, momento culmine la partecipazione all'Arena di Pace, con l'ascolto di alcune testimonianze. Infine, la messa allo stadio Bentegodi con 32mila persone
Nella S. Scrittura e precisamente nel Sal 150, troviamo l’invito a tutte le creature della terra di lodare, di inneggiare a Dio, infatti l’imperativo ebraico “Hallelû Jah: lodate il Signore” è composto da: hallelû, “lodate” e Jah “Jahweh-Dio”. Possiamo cogliere, come ci insegna la Madre Chiesa nel Ccc 2649, che la lode è la forma più elevata di preghiera, la più gradita al Signore, perché totalmente disinteressata, esalta Dio per sé stesso, senza nulla chiedere in cambio. La lode unisce l’uomo a Dio, gli uomini fra loro, il cielo alla terra; unisce gli uomini alle schiere angeliche, la cui unica ragione d’esistere è di lodare incessantemente il tre volte Santo per l’eternità.
Quando Papa Francesco incontrò il Rinnovamento nello Spirito nel 2014 allo stadio Olimpico, raccontò che all’inizio pensava che il Rinnovamento fosse una “scuola di samba”, riferendosi al modo di pregare caratterizzato da canti e gestualità; poi, disse “ho capito che siete una corrente di grazia” aggiungendo che dietro quei movimenti c’era invece una profonda spiritualità e una grazia che passava.
Proviamo ad abbandonarci fra le braccia di Dio; confidiamo e arrendiamoci alla sua azione creativa che è perdono e salvezza per tutti noi e capiremo che la preghiera e la lode diventano così il mezzo per essere guidati, passo dopo passo, nei sentieri della vera vita cristiana. Gesù è il Signore! Amen, Alleluia!
Gli sposi hanno perso la loro identità sacramentale, non vivono la presenza di Gesù nel loro matrimonio. È da questa consapevolezza che nasce il Progetto “Misterogrande”, un’iniziativa partita 15 anni fa dall’incontro tra don Renzo Bonetti, già direttore dell’Ufficio nazionale per la Pastorale della famiglia della Cei e coordinatore del progetto “Parrocchia-famiglia” sempre della Cei, e un gruppo di sposi provenienti da diverse diocesi italiane. Non è un’associazione, né un movimento aggregativo ma un “laboratorio permanente” dove sposi, sacerdoti e persone che amano la famiglia si riuniscono per cercare e promuovere percorsi formativi e strumenti pastorali
Anche padre Christian Carlassare – originario di Piovene Rocchette e attualmente vescovo di Rumbek in Sudan Sudan – partecipa ad Arena di pace, a Verona. «Arena di pace mi fa ricordare la visita di papa Francesco in Sud Sudan di febbraio 2023 quando aveva detto: “Basta con le parole, c’è bisogno di fatti!”. È stato un richiamo molto forte sia ai politici del Sud Sudan a rispettare i termini della pace, ma anche alla popolazione stessa perché la pace parte dalle scelte del popolo»..
“Noi come possiamo essere segni di pace nel mondo? Ci sono tante guerre oggi: Ucraina, Terra Santa, Africa, Myanmar. Tante guerre e Gesù predica la pace. Dobbiamo essere un segno di pace ma se tu litighi con il compagno sei segno di pace?”.
“Sto guardando quel cartello ‘Smilitarizziamo mente e territorio’. Stiamo parlando di pace. Ma voi sapete che le azioni che in alcuni Paesi rendono più reddito sono le fabbriche delle armi? Questo è molto brutto“.