In missione per portare il Vangelo tra la gente dei villaggi. Suor Maria Mattiazzo, missionaria dell’Immacolata da oltre 40 anni in Guinea Bissau, ha appena festeggiato il mezzo secolo di vita consacrata con gli amici guineani. Le religiose sono fra l’altro impegnate nella formazione scolastica dei giovani, ma rimane il cruccio di tante, disperate partenze. In più c'è il problema della instabilità politica
Papa Francesco non legge l’omelia preparata per la cerimonia, all’inizio del rito aveva parlato con voce affaticata. Ma ha voluto pronunciare le parole che accompagnano la preghiera dell’Angelus
Pochi permessi ai cristiani della Cisgiordania e pellegrini assenti. Ad animare la processione delle Palme ieri a Gerusalemme i lavoratori stranieri e i religiosi, frati e suore. Un misto di tristezza e di gioia. "Gerusalemme quest'anno non ha avuto la presenza della gente che acclama agitando rami di palma, che canta insieme inni di gioia. Non può esserci gioia piena quando a pochi o a tanti chilometri di distanza manca il rispetto della vita", dice al Sir padre Faltas, vicario della Custodia di Terra Santa.
Due appuntamenti tradizionali in preparazione alla Pasqua, pensati e organizzati dall’Ac di Padova – ma aperti a tutti – sono la festa diocesana delle Palme e la Via Crucis all’Opsa di Sarmeola.
“A seguito del brutale attacco terroristico a Mosca, che ha provocato la morte e il ferimento di numerose persone, desidero esprimere le mie più sentite condoglianze ai parenti delle vittime e il mio sostegno a tutti coloro che soffrono in questa terribile tragedia”.
Domani pomeriggio, da Betfage partirà la processione delle Palme ma senza pellegrini a causa della guerra a Gaza. Israele ha concesso pochi permessi ai cristiani locali che non potranno partecipare in gran numero, come negli anni scorsi, ai riti pasquali. Il clima non è quello della festa. Il custode di Terra Santa avverte: "Attenti a non cadere nella tentazione di contarci. Non è il numero a dare significato alla celebrazione"
Papa Francesco, salutando al termine dell’udienza generale di mercoledì 20 marzo i vari gruppi di pellegrini, rivolgendosi ai polacchi ha auspicato “che la Polonia sia una terra che tuteli la vita in ogni suo istante, da quando sorge nel grembo materno fino alla sua fine naturale. Non dimenticate che nessuno è padrone della vita, né propria né di quella degli altri”. Il Papa ha anche sottolineato che quel “suo sogno” è stato da lui già “espresso qualche anno fa” in riferimento a tutta Europa