Dal 1° settembre al 4 ottobre la Chiesa italiana vive il Tempo del Creato 2023. Un mese di attenzione, preghiera e cura per il Creato che si è aperto con la Giornata mondiale di preghiera per la cura del Creato (1° settembre) e si concluderà con la pubblicazione il 4 ottobre, festa di San Francesco, della seconda enciclica Laudato Si’ di papa Francesco.
Fra le intenzioni del salmista vi è quella di trasferire un’esperienza contingente, in una dimensione più universale che divenga dialogo con Dio nelle diverse situazioni di dolore a cui gli uomini sono chiamati.
Si è aperto ieri pomeriggio nella Verti Music Hall di Berlino l’Incontro internazionale dal titolo quest’anno centrato su “L'audacia della pace”, promosso dalla Comunità di Sant’Egidio in collaborazione con le Chiese cattolica ed evangelica. “Audacia della pace - spiega Riccardi - è perseguire visioni alternative senza rassegnarsi ai binari obbligati della realtà. Audacia della pace, per noi credenti, è invocazione della pace e fiducia in Dio che ha disegni di pace che guidano la storia”. Nel prendere la parola, il grande imam di Al-Azhar, sceicco Ahmad Al-Tayyeb, massima autorità teologica dell'Islam sunnita, ha rivolto un pensiero al popolo del Marocco
Papa Francesco, ieri, al termine della preghiera dell’Angelus ha invitato i fedeli ad acclamare “i martiri Giuseppe e Vittoria Ulma con i loro 7 figli” appena dichiarati beati in Polonia dal card. Marcello Semeraro. L’applauso del Pontefice è stato prontamente ripreso da fedeli in Piazza s. Pietro, così come dagli oltre 30 mila di coloro che su una vasta spianata del villaggio di Markowa, nel sud est della Polonia, si sono radunati per assistere alla beatificazione di “un’intera famiglia sterminata dai nazisti il 24 marzo 1944 per aver dato rifugio ad alcuni ebrei che erano perseguitati”, come ha sottolineato il Pontefice
Il debito che abbiamo nei confronti della famiglia Ulma e degli altri giusti tra le nazioni è infinito. È un debito universale poiché il loro atto è servito da faro durante i periodi in cui la maggior parte dell’umanità era nell’oscurità e ci serve ancora oggi come faro e bussola. In quanto israeliano e figlio e nipote di ebrei tedeschi, ritengo che questo debito sia anche personale. La luce ha questa qualità, una piccola quantità può disperdere una grande oscurità, ma mentre rendiamo omaggio ai Giusti tra le Nazioni non dobbiamo evitare di ricordare quella grande oscurità
La correzione fraterna, afferma il vescovo di Roma, “è una delle espressioni più alte dell’amore, e anche delle più impegnative, perché non è facile correggere gli altri”
Il racconto al Sir di padre Oscar Arturo Garçia Padilla, direttore della Caritas di Rabat che ieri ha raggiunto le zone più colpite dal terremoto, anche se – dice il religioso - ci sono villaggi che non sono ancora raggiungibili in macchina. Case distrutte, caos, bambini feriti. La lista delle necessità è lunga: cibo, acqua, carburante, gruppi elettrogeni. “Ma quello che più mi preoccupa – confida - è recuperare più tende possibili, perché sta arrivando il freddo e i villaggi più colpiti si trovano in montagna”. “Questa situazione di emergenza purtroppo durerà ancora per lungo tempo e le case sono totalmente distrutte”.