“La sete che ci abita e l’amore che ci disseta”. Papa Francesco si è soffermato su questi due aspetti, oggi, nell’omelia della messa presieduta alla “Steppe Arena” di Ulaanbaatar, nel suo penultimo giorno di viaggio apostolico in Mongolia.
Le confessioni. In centinaia tra i padovani venerdì 4 agosto hanno ricevuto il sacramento del perdono, a volte dopo mesi o anni dall’ultima volta. Ecco le loro riflessioni
Mese del Seminario Fino a domenica 1° ottobre – Giornata del Seminario – le parrocchie sono invitate a pregare e raccogliere offerte per i seminaristi del Maggiore. Accompagnate dal tema scelto quest’anno: “Gli stessi sentimenti di Gesù Cristo” (Fil 2,5)
«La vita è piena di esperienze buone» ha detto papa Francesco al gruppo di ministranti dell’unità pastorale di Codevigo che gli ha fatto visita a Casa Santa Marta la scorsa settimana.
Dopo la giornata di riposo ieri al suo arrivo a Ulaanbaatar, il 43° viaggio apostolico di Papa Francesco entra nel vivo con l’incontro con rappresentanti delle istituzioni e della società civile e il corpo diplomatico.
Facendo riferimento alla “ger” l’abitazione tipica della Mongolia e dei popoli nomadi dell’ Asia Centrale, Papa Francesco, nel discorso alle autorità, ha ribadito “il prezioso connubio tra tradizione e modernità” che caratterizza “la continuità del popolo mongolo che dall’antichità al presente ha saputo custodire le proprie radici, aprendosi, specialmente negli ultimi decenni, alle grandi sfide globali dello sviluppo e della democrazia.
“Il Signore Gesù, inviando i suoi nel mondo, non li mandò a diffondere un pensiero politico, ma a testimoniare con la vita la novità della relazione con il Padre suo, diventato ‘Padre nostro’ (cfr Gv 20,17), innescando così una concreta fraternità con ogni popolo”.
Domenica 20 agosto, nella missione padovana in terra etiope si è conclusa l’esperienza formativa di lingua inglese e informatica che i missionari fidei donum don Nicola De Guio, don Stefano Ferraretto e Ilaria Scocco hanno organizzato grazie alla presenza di quattro giovani volontari giunti direttamente dalla nostra diocesi.
A Gubbio, il 2 settembre, Alessandro Bottin – 28 anni, di Pegolotte – riceverà il Premio internazionale della bontà. Dopo la laurea e la sua autobiografia, ora sta scrivendo un altro libro. E non si fermerà