Casa di reclusione Due Palazzi- La parrocchia, segno della Chiesa di Padova, scommette ogni giorno sulla «risurrezione dei viventi» come racconta don Marco Pozza
La croce è il supremo sacrificio dell’amore e la resurrezione il suo ultimo trionfo: Alexander Schmemann dedica alla Pasqua pagine di grande autorevolezza e coraggio
All’Arsenale della Pace di Torino c’è un luogo particolare: una piccola chiesa progettata da fra Costantino Ruggeri, un artista e un uomo di Dio che sapeva vedere lontano. Costruì la croce dei dolori del mondo, semplicissima, creata con le traversine della vecchia ferrovia dell’arsenale, simboli che parlano: i vecchi chiodi conficcati nel legno a segnare i punti della crocifissione, il colore rosso della passione, ma anche il bianco della speranza e della luce della risurrezione. Una croce che parla contemporaneamente di una morte atroce e di una vita senza fine: la sintesi perfetta del mistero della Pasqua e anche della vita
La Pasqua di Gesù ormai vicina, la sua resurrezione ci riempie di una gioia infinita anche in mezzo alle tribolazioni, di una speranza reale, concreta che ci accompagna nelle vicende della Storia. La Pasqua ci porta ad essere vicinissimi a chi soffre, a quelli che sono considerati uno scarto nella società, agli ammalati, ai disperati. Il Vivente, il Crocifisso-Risorto cammina con noi sulle nostre strade, nelle nostre miserie, non siamo più soli. Andiamo anche noi a condividere le piaghe di tre quarti dell’umanità che anela a risorgere. Sospinti dall’amore di Dio ci facciamo piccoli per fare crescere i nostri fratelli e sorelle che sono nel bisogno delle cose essenziali