Mons. Aranguren Echeverría: “San Giovanni Paolo II fu davvero un messaggero di verità e speranza”

“La presenza del Papa polacco è stata un'oasi nella vita del popolo che sarà sempre ricordata e che rende sempre possibile l'apertura di nuovi orizzonti". Mons. Emilio Aranguren Echeverría pronunciò questa frase venticinque anni fa, in occasione della storica visita di Papa Giovanni Paolo II a Cuba. All’epoca, giovane vescovo, era segretario generale della Conferenza dei vescovi cattolici di Cuba (Cocc). E sentì con le sue orecchie Papa Wojtyla pronunciare la famosa frase: "Che il mondo si apra a Cuba e che Cuba si apra al mondo!”. Papa Wojtyla, con il suo messaggio e il suo carisma, seppe “conquistare” l’isola “della rivoluzione”, ebbe tra l’altro un lungo colloquio con il “líder máximo”

Metropolita Epifanio: “Il nostro grazie a Papa Francesco. Chiediamo una pace giusta”

“Quello che chiediamo è che si raggiunga una pace giusta. Ma per raggiungerla, l’Ucraina deve vincere questa battaglia”. È Sua Beatitudine Epifanio, metropolita di Kiev e primate della Chiesa Autocefala Ortodossa in Ucraina, a raccontare al Sir “lo stato d’animo” con cui una delegazione del Consiglio pan-ucraino delle Chiese e delle associazioni religiose ha incontrato il Papa, mercoledì 25 gennaio, prima dell’udienza generale. “Dopo il 24 febbraio abbiamo visto quanto ha fatto il Papa, provando molte volte e personalmente a raggiungere i cuori e le menti di Putin e dell’amministrazione del Cremlino, per portare il suo messaggio. Ma le loro porte sono state sempre completamente chiuse alla sua voce”