È morto stamani a Palermo, a causa di una malattia, il missionario laico che ha fondato la Missione Speranza e Carità, che accoglie oltre 600 tra poveri, migranti e senza dimora. Numerosi gli scioperi della fame per un mondo più giusto e i pellegrinaggi con la croce sulle spalle attraverso i quali ha raggiunto anche le istituzioni europee
“Oggi il Signore chiama la nostra Chiesa che è in Palermo – chiama ciascuno di noi – a raccogliere il testimone di un esempio così fulgido”. Lo scrive l’arcivescovo di Palermo, mons. Corrado Lorefice, nel suo messaggio in cui annuncia la morte del missionario laico Biagio Conte.
“Ho lasciato tutto a 26 anni, ero un giovane con una comitiva che frequentava pizzerie, discoteche e bowling. Ero patito di marche, fan dei calciatori, cantanti e attori. Ora sono fan del buon Dio, di san Francesco e di madre Teresa. Ho aggiunto un amico poi. Si chiama Gesù. Stavo male per una società malata”.
Ci accorgiamo tutti dell’importanza di avere una buona preparazione e conoscenza di quanto facciamo negli ambiti di servizio in parrocchia e questo vale soprattutto per la catechesi e l’iniziazione cristiana.
Quando la Chiesa si interroga sul celebrare, spesso cade in un atteggiamento per cui “bisogna che le cose siano fatte bene”. Ma le “cose fatte bene” non sono le cose di Dio. Quelle hanno un’anima. E il popolo santo di Dio se ne accorge immediatamente, sia che siamo degli sciatti, sia che siamo dei cerimonierini impettiti o dei “creativi”.