Elisabetta Corà ha concluso, dopo tre anni, il suo impegno come fidei donum in Etiopia, nella prefettura apostolica di Robe. La sua presenza di laica, come quella di Ilaria Scocco arrivata da pochi mesi, è stata un’importante testimonianza per le comunità incontrate
Ci può aiutare a capire come ricollocare lo spirito cristiano, in questo oggi insieme materialissimo e virtualissimo, La Bibbia e il suo oggi. Dono e compito (San Paolo), trentotto riflessioni su “intenzioni di preghiera” del compianto teologo Armido Rizzi.
Up di Agna. Anche il vescovo Claudio ha partecipato alla serata introduttiva del grest. Protagonisti gli animatori e un angelo inviato da san Pietro proprio ad Agna
Domani tutta la comunità di Torre Spaccata si ritroverà insieme al parroco, don Stefano Cascio, per condividere il dolore di un incendio divampato nella zona degli autodemolitori abusivi
Papa Francesco ha nominato arcivescovo metropolita di Perugia-Città della Pieve don Ivan Maffeis, del clero dell’arcidiocesi metropolitana di Trento, finora parroco a Rovereto, Trambileno, Vanza, Noriglio e Terragnolo. Mons. Maffeis è nato il 18 novembre 1963 a Pinzolo, in provincia e arcidiocesi di Trento.
“Vengo fra voi per mettermi in ascolto di questa preziosa terra di santi e di bellezza, della quale chiedo con umiltà di divenirne figlio; vengo per amare questa Chiesa con tutte le mie forze, in un servizio di preghiera e di dedizione; vengo per condividere – alla luce del Vangelo di Gesù Cristo – ‘le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce’ di ciascuno”.
Quarto tema. Andrea Grillo (teologo e liturgista) e suor Piera Moretti (Pie Discepole del Divin Maestro) riflettono su “La liturgia: il desiderio di incontrare il Signore e i fratelli”
Montemerlo. Torna dal 15 al 20 luglio, dopo lo stop causa Covid. Coinvolti un’ottantina di volontari. Tra le iniziative c’è anche una messa, questa domenica alle 9.30, per ricordare don Giampaolo Tiengo, che ha guidato la comunità per 26 anni ed è scomparso a maggio scorso
Il loro nome rimane legato all’intuizione di Stefania Omboni, di formazione protestante e animata da una visione laica dell’assistenza, che nel 1882 le fondò per rispondere a un bisogno primario della popolazione, colpita da una violenta alluvione: quindi cucine, economiche perché i cibi venivano preparati in economia e popolari, perché destinate al popolo.