Covid 19, il Comitato europeo dei diritti sociali invita gli Stati a tutelare i soggetti più vulnerabili

In una dichiarazione rilasciata oggi, il Comitato europeo dei diritti sociali intende evidenziare quei diritti della Carta sociale europea che sono particolarmente colpiti dalla crisi del Covid-19 come l'occupazione e il lavoro, il diritto alla sicurezza sociale, l’assistenza sociale e medica, il diritto alla protezione contro la povertà e l'esclusione sociale, il diritto alla casa e all'istruzione

Criptovalute, Coinbase vale 100 miliardi di dollari. O nulla

Sarà anche vero che a Wall Street "hanno quotato il nulla certificato dal nulla” (commento dell'ex ministro dell’Economia, Giulio Tremonti). Eppure investitori grandi e piccoli stanno comprando azioni allineandosi a una ipervalutazione di Coinbase che ha premiato gli azionisti già esistenti. La piattaforma di negoziazione dove si scambiano i Bitcoin e altre decine di cosiddette criptovalute vale, almeno secondo i prezzi raggiunti al Nasdaq di New York , poco meno di 100 miliardi di dollari. Vale a dire la metà dei soldi assegnati all'Italia per il Recovery Fund. Coinbase presenta molte caratteristiche delle “valute” che vi vengono quotate, sono le criptovalute (non stampate fisicamente, frutto di algoritmi, non hanno regolamentazione e non sono garantite da riserve in oro anche se in ogni pubblicità vengono sempre accomunate al metallo giallo), un termine già ambiguo

Joe Biden verso il riconoscimento del genocidio armeno. Consiglio mondiale delle Chiese: “Passo essenziale”

L’annuncio ufficiale sarà dato sabato 24 aprile, giorno in cui si commemora il 106° anniversario dell'inizio dello sterminio del popolo armeno. Gli Stati Uniti – per decisione del presidente Joe Biden - si uniscono ai 29 Paesi che nel mondo riconoscono il genocidio armeno. In Italia, nel 2019, la Camera dei deputati approvò una mozione di riconoscimento e nel 2015, papa Francesco, riferendosi agli avvenimenti, parlò esplicitamente di genocidio, termine che ebbe il coraggio di ripetere, anche l’anno dopo, durante il suo viaggio in Armenia. “Gli Stati Uniti – commenta il giornalista Simone Zoppellaro - hanno una presenza storica e numerosa di armeni, moltissimi dei quali sono i discendenti del genocidio e per loro questo riconoscimento è un grande risultato che guarisce ferite antiche”