Questa mattina si è tenuto un confronto sulla riapertura delle scuole all’indomani della lettera invita dalla Regione del Veneto e dall’Ufficio Scolastico Regionale del Veneto a firma congiunta del dott. Santo Romano e della dott.ssa Carmela Palumbo nella quale si forniscono indicazioni relativamente alla riapertura del primo febbraio.
Si allarga l'intervento del Garante per la protezione dei dati personali a tutela dei minori sui social dopo il caso della bambina di Palermo e il blocco imposto a Tik Tok. L'Autorità ha aperto ieri un fascicolo su Facebook e Instagram
Si chiama “I Remember Wall” ed è l'iniziativa del Centro Yad Vashem di Gerusalemme per ricordare le vittime della Shoah. Chi si iscrive viene associato a una persona nel database e può conoscerne la storia e diffonderla. Oltre 13 mila iscritti, più di 800 dall'Italia
Nell'anno appena trascorso reinsediati solo 22.770 rifugiati, a fronte di una stima di 1,44 milioni di persone con urgente bisogno. Pesano le “scarse quote proposte dagli Stati," oltre alla pandemia, che ha ritardato partenze e programmi”.
A dieci anni dal “cessate il fuoco” dell’Eta, 238 località tra Spagna e Francia hanno manifestato per chiedere il rispetto dei carcerati e la pace. E le organizzazioni Sare e Artisan de la Paix vogliono che termini la politica di “dispersione dei detenuti”
Nel pieno dello stato di emergenza si acuisce la tensione tra Giappone e Corea del Sud. A scatenare il nuovo caso diplomatico tra i due Stati è stata la sentenza emessa l’8 gennaio dal Tribunale distrettuale centrale di Seoul, che condanna il Giappone al pagamento di una somma di circa 78 mila euro a titolo di risarcimento danni per ciascuna delle 12 querelanti vittime dello “schiavismo sessuale” subito nel corso della Seconda guerra mondiale ad opera dei militari dell’esercito imperiale con il tacito assenso dello Stato giapponese. La questione trattata nel processo riguarda il dramma delle cosiddette “donne di conforto” che coinvolse, dal 1932 al 1945, tra le 50 mila e le 200 mila giovani donne, per la maggior parte sudcoreane, ma anche giapponesi e provenienti da quasi tutti i territori allora occupati dall’impero del Sol Levante, reclutate dalle forze armate imperiali nipponiche tra le fasce sociali più povere con l’illusione di un lavoro e invece costrette a prostituirsi per le truppe dell’allora imperatore Hirohito
Sette donne alla guida dei rispettivi governi: l’estone Kaja Kallas, la finlandese Sanna Marin, la danese Mette Frederiksen, la norvegese Erna Solberg, la lituana Ingrida Simonyte, l’islandese Katrín Jakobsdóttir, la serba Ana Brnabic e, ovviamente, la tedesca Angela Merkel. Stephan Eisle (politologo): “un passo verso la normalità”. Mancano leader al femminile nel Sud e scarseggiano nell'Est del continente