Giovedì 7 gennaio, alle 18, dopo essersi confrontato nel corso della mattinata con il comitato di esperti e con gli organismi parlamentari competenti, il premier giapponese Yoshihide Suga ha ufficializzato la sua decisione di decretare lo stato di emergenza comunicandola nel corso di una conferenza stampa televisiva. Una scelta non facile per il primo ministro, che ha cercato di evitarla in tutti i modi, preoccupato per l’ulteriore impatto sull’economia che potrà derivare dalle restrizioni conseguenti alla dichiarazione. Resistenze e preoccupazioni che hanno dovuto tuttavia cedere il passo alle pressioni esercitate nei giorni precedenti dal governatore di Tokyo Yurico Koike e dagli altri tre governatori delle Prefetture destinatarie della misura
Sarà il gesuita padre Leo O’Donovan, ex rettore di Georgetown University a pronunciare la preghiera per la cerimonia di inaugurazione della presidenza di Joe Biden il prossimo 20 gennaio.
La Commissione Ue e l’Alleanza internazionale per la memoria dell’Olocausto (Ihra) hanno pubblicato un manuale con le linee guida sull’uso della definizione della parola antisemitismo.
Studio basato sui dati della 'prima ondata' dell'epidemia. In sintesi: favorire il più possibile lo smartworking; la riapertura delle scuole dagli asili fino alle scuole medie potrebbe avere un impatto limitato sulla trasmissibilità del Coronavirus mentre riattivare quasi completamente i contatti sociali e le scuole di ogni ordine e grado può risultare rischioso
Gli scontri tra Armenia e Repubblica di Artsakh contro l’Azerbaijan si sono conclusi il 10 novembre, dopo circa un mese e mezzo dai primi spari, ma questo breve arco di tempo è stato sufficiente per portare la morte e il ferimento di migliaia di persone. E gli sfollati si contano già in decine di migliaia
In Bosnia-Erzegovina un migliaio di persone, giovani migranti che tentano di arrivare in Europa tramite la rotta balcanica, sono costretti a stare all'addiaccio con temperature che arrivano a -10 gradi, mentre il governo sta allestendo un campo di tende isolato, in montagna, senza riscaldamento, acqua, energia elettrica. Alla decisione si sono opposte tutte le organizzazioni umanitarie che lavorano in zona. "E' una follia", denuncia Daniele Bombardi, di Caritas italiana
“Non ci sono vittime né feriti perché l’esplosione è avvenuta presto, erano circa le 6,30. Lì è un luogo di passaggio, non frequentatissimo, ma se fosse stato più tardi sarebbe andata diversamente, qualcuno ci sarebbe stato certamente”.