“Siamo preoccupati e lo siamo da molto tempo. Da prima delle elezioni. Non sappiamo cosa potrà succedere domani. Per questo ho lanciato un appello al popolo cattolico di Bielorussia perché preghi la Madonna, Regina della pace. Anche ieri a messa abbiamo pregato perché si calmino la rabbia e le proteste. Ma lancio anche un appello al dialogo a tutte le parti coinvolte perché si possa insieme trovare una pacifica soluzione ai problemi. La violenza non è mai la via. Solo con il dialogo si costruisce il futuro”.
L’arcivescovo di Rio de Janeiro, il card. Orani Tempesta, ha celebrato ieri due messe sotto la grande statua del Redentore, simbolo della metropoli, in uno scenario di grande suggestione, pregando per tutte le vittime del Covid-19 nel Paese – che proprio nel fine settimana hanno superato la cifra di 100mila, con oltre 3 milioni di contagiati – e per le loro famiglie. La prima celebrazione è stata trasmessa dal network televisivo Globo, la seconda sul sito della Conferenza nazionale dei vescovi del Brasile (Cnbb) e sui principali media cattolici.
Il governo tenta di evitare il flop del Rem: prevista una terza mensilità, le domande possibili fino al 15 ottobre. Accesso al credito del fondo Pmi anche per gli enti non commerciali, compreso tutto il terzo settore. Ulteriori 20 milioni per il servizio civile
La stima (al ribasso) della Campagna Abiti Puliti che chiede la restituzione degli stipendi non pagati durante la pandemia. A livello mondiale, escludendo la Cina, la cifra dei salari dovuti ai lavoratori è tra 3,19 e 5,78 miliardi di dollari
Il sabato della rabbia. A quattro giorni dalla terribile esplosione al porto di Beirut che ha ucciso almeno 158 persone e ferito altre 6.000, i libanesi sono scesi in piazza per dare voce a tutta la loro rabbia.
“Il Santo Padre ha promesso di aiutare il Libano in questo momento drammatico. La Chiesa è sempre vicina ai suoi figli. La fede è più grande della tragedia”: sono le parole del nunzio apostolico in Libano, mons. Joseph Spiteri, che stamattina ha fatto visita ai luoghi dell’esplosione del 4 agosto fermandosi a parlare con i volontari della Caritas Libano.
Dopo lo choc per le esplosioni di martedì 4 agosto che hanno raso al suolo il porto e distrutto parte dei quartieri cristiani limitrofi, sale la protesta della popolazione contro il governo, contro chi ha permesso questa tragedia per negligenza, contro una corruzione sistematica. Fady Noun, giornalista del quotidiano "L’Orient-Le jour", spiega: “Il Libano è in fallimento, la moneta è a terra, la corruzione è sistematica. È un male che divora da dentro. Di fronte a tutte queste crisi, si è aggiunta la crisi sanitaria per il Covid-19. Più che un cambio di governo, ciò di cui ha bisogno il Libano, oggi, è una nuova generazione di leader politici ma ciò richiede tempo”
“32mila disoccupati e 220 milioni di dollari di perdite”: in questi due numeri può essere riassunta la crisi del settore turistico della Palestina scatenatasi con l'inizio della pandemia Covid-19. A parlarne è Tony Khashram, amministratore delegato di Aeolus Tours e presidente di Hlitoa, Holy Land Incoming Tour Operators Association, un network che riunisce 50 operatori turistici palestinesi
Era il 7 febbraio quando il 27enne egiziano, studente dell’Università di Bologna, venne arrestato all’aeroporto del Cairo e poi condotto in carcere. Sei mesi con pochissime informazioni sulla sua condizione e moltissimi dubbi sul futuro. Amici e associazioni continuano a chiedere la sua libertà