Indagine condotta dalla Società Italiana delle Cure Primarie Pediatriche Lombardia in collaborazione con l’Università Bicocca. E i genitori? Il 60% afferma di aver vissuto “alti e bassi” e il 14,5% che “non ne poteva più”.
"Salvateci dall'analfabetismo". Questo l'appello giunto da Beshud, cittadina dell'Afghanistan centrale dove 40 ragazze tra i 10 e i 16 anni hanno un sogno: imparare finalmente a leggere e scrivere
Nuovo rapporto: nell’hotspot di “Moria” vivono 12 mila migranti,, il 40% sono bambini. ““Fino a 160 persone sono costrette a condividere lo stesso bagno sporco e in 500 la stessa doccia"- Le organizzazioni chiedono tamponi e evacuazione per tutti i migranti
Le organizzazioni parlano di una soluzione che serve solo a tamponare. E continuano a chiedere un piano per l'accoglienza attraverso strutture ponte per l'isolamento fiduciario. Geraci (Caritas): "In un'ottica di prevenzione meglio pensare in piccoli gruppi che per grandi agglomerati"
"Come Ministero abbiamo investito 15 milioni di euro che verranno adesso messi a bando per progetti volti a risanare i processi di potenziale aumento della povertà educativa. È un'ulteriore azione per affermare con concretezza che ai bambini...
Dopo 5 mesi e mezzo, per la prima volta lo studente egiziano dell’Università di Bologna in carcere al Cairo ha potuto vedere sua madre. Ahmed Mefreh del Committee for Justice: "Il covid è stato usato come scusa per restringere le libertà dei detenuti, bloccando ogni contatto con l’esterno"
Ad un mese dalle devastanti esplosioni nel porto di Beirut, il quartiere dove si trova la chiesa maronita di S. Maroun-Bouchrieh, è ancora totalmente distrutto. Sono arrivate qui le parole di vicinanza e solidarietà pronunciate oggi all'udienza da Papa Francesco. La ricostruzione - racconta al Sir il parroco, padre Marwan Moawad - fatica a ripartire e alle promesse non sono seguite le azioni necessarie. Molte persone che hanno perso la casa, si rivolgono alla parrocchia per avere alimenti e piatti caldi. “L'appello del papa ci ha dato nuova speranza. Ci dice che il Santo Padre è al nostro fianco, non ci ha dimenticato, condivide con noi le nostre sofferenze e si preoccupa del nostro futuro”
Parla per la prima uno dei 5 eritrei respinti in Libia e arrivati a Roma dopo una sentenza storica che ha decretato la riammissione nel nostro paese. Sono in isolamento fiduciario a Roma, finita la quarantena chiederanno asilo politico nel nostro paese. “E’ la fine di un incubo”