Luis Arce, ex ministro dell'Economia dell'ex presidente Evo Morales ha vinto le elezioni presidenziali in Bolivia. Una vittoria più ampia rispetto a sondaggi - Arce è accreditato del 53% dei voti - , che contemplavano la possibilità di un ballottaggio. Nelle sue prime parole, Arce ha lanciato un appello per un Governo di unità nazionale. La presidente uscente ad interim Jeanine Añez ha riconosciuto il risultato e rivolto un appello alla pacificazione. Le elezioni si sono svolte complessivamente in modo pacifico, ma in un clima di grande tensione. Importante il ruolo della Chiesa boliviana, che in questi mesi ha coordinato un’azione di monitoraggio assieme all’Onu e all’Unione europea
La misura partirà il 1° luglio 2021, in legge di bilancio arrivano ora 3 miliardi e sei a regime dal 2022. Serve il via libera del Senato, il governo al lavoro sui decreti delegati che definiranno i contorni della misura. Bonetti: “Maggiorazioni dal terzo figlio”. Forum Famiglie: “Servono tempi certi”
Ahmad è partito da Gaza per raggiungere l’Unione Europea nel 2018, in cerca di pace e lavoro. Un viaggio rischioso: in fuga da polizia turca e trafficanti, la paura della morte, il sovraffollamento, le condizioni del campo di accoglienza e l’attesa dell’asilo. Solamente l’Ong austriaca Echo100plus è riuscita a donargli nuova speranza
"Ieri sera nella riunione notturna sul Covid abbiamo deciso di lavorare su un nuovo dpcm condividendo con voi le misure, raccogliendo vostre osservazioni e indicazioni del Cts". Lo ha detto, a quanto si apprende, il ministro della Salute...
“Il cuore missionario ti spinge a uscire, cercare, farti abbracciare, condividere… Invece nada de nada: non si può! È una grande sofferenza stare fermi, non fare niente”, confessa suor Giusy Riva. Però la missione continua, all’insegna della semplicità e della piccolezza
Preoccupa lo scenario nazionale e internazionale: in Europa e in Italia si registra nel secondo trimestre del 2020 una grave flessione del Pil, il calo più marcato da quando si dispongono delle serie storiche (1995); in discesa anche l’occupazione a favore della crescita dell’inattività. Sembra, dunque, profilarsi il rischio di una grave recessione – che potrebbe essere, secondo alcuni, la più austera dalla grande depressione – che produrrà un impatto evidente sul benessere e la vita delle persone, favorendo anche la nascita di nuove forme di povertà