“Garantire che una tragedia del genere non si ripeta più. La partecipazione dello Stato in Autostrade va in questa direzione, perché contribuirà ad assicurare più controlli e sicurezza sulla nostra rete”. Lo ha affermato il presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, in un’intervista pubblicata oggi dal quotidiano “La Stampa”, in occasione del secondo anniversario del crollo del Ponte Morandi.
“Occorre ripartire – mentre prosegue, con doverosa determinazione, l’azione di accertamento delle cause e delle responsabilità del crollo – per sviluppare e, per qualche aspetto, ricostituire una affidabile cultura della sicurezza, di adeguata manutenzione e del controllo che coinvolga e responsabilizzi imprese, enti pubblici, istituzioni locali e nazionali, università, mondo della ricerca”.
Nei prossimi giorni, nei principali aeroporti, nei porti e linee di confine, in via sperimentale si potranno trovare postazioni per eseguire i test rapidi per chi è sprovvisto dell’attestazione del test eseguito prima della partenza
La ministra dell'Istruzione. "Lavoro enorme. Arriveranno 2,4 milioni di banchi, 11 milioni di mascherine al giorno, 50mila litri di gel igienizzante, test rapidi per il personale scolastico"
L'associazione nazionale presidi commenta il nuovo parere del Cts, secondo cui il metro di distanza, al rientro, può inizialmente non essere mantenuto, purché si usi la mascherina. “Perché non si è chiarito prima questo aspetto fondamentale?”
Dario Vivas era il capo del governo nella capitale. Tre settimane fa era risultato positivo al virus. Stando ai numeri ufficiali, nel Paese ci sono stati 259 decessi. Secondo l'Oms l'America latina è l'attuale epicentro della pandemia
Nonostante la pandemia di coronavirus Covid-19 e le difficoltà legate alla crisi economica, la Comunità di Sant’Egidio ha deciso di portare avanti la missione internazionale nell’isola di Lesbo, dove 150 persone provenienti da tutta l’Europa hanno deciso di trascorrere le loro vacanze con i rifugiati, pagandosi viaggio e alloggio sul posto.
Il 15 luglio scorso a San Vicente del Caguán, nel sudest della Colombia, è stato trovato il corpo senza vita di Mario Paciolla, 33 anni, originario di Napoli, cooperante che lavorava per le Nazioni Unite. In un primo momento si era ipotizzato il suicidio, ma adesso sono in pochi a crederci. Sulla vicenda è calato il silenzio, ma sono tante le incongruenze e le possibili domande per ora senza risposta. Infatti, il luogo dove Mario Paciolla operava è una delle principali porte d’accesso all’Amazzonia, fin dagli anni ’60 roccaforte delle Farc. Una località “storica”, nella storia del conflitto colombiano