Il nuovo campo profughi di Kara Tepe non lascia tranquilli

Dopo la devastazione del campo profughi di Moria a causa delle fiamme dolose della scorsa settimana, una parte dei migranti ha trovato sistemazione in un nuovo campo con forniture Unhcr a Kara Tepe che è stato ufficialmente presentato come provvisorio. Ma qualche dubbio sorge inevitabilmente.

Intanto, si aspetta la risposta, ancora una volta tardiva, dell'Europa.

Le “minacce” di Lukashenko. Ferrari (Ca’ Foscari): “Dimostrano che è sempre più in difficoltà”

Assediato da ormai 40 giorni di proteste popolari, il presidente Lukashenko ha convocato giovedì i suoi fedelissimi ed ha annunciato la volontà di chiudere le frontiere della Bielorussia con Polonia e Lituania e di mettere l’esercito a controllo del confine con l’Ucraina. “Siamo di fronte – spiega al Sir Aldo Ferrari – non tanto ad una minaccia di aggressione militare quanto a segnali che evidenziano un fatto: Lukashenko si sente minacciato dall’esterno”. E riguardo alla missione diplomatica della Santa Sede, l’esperto osserva: “Per avere esito positivo, qualsiasi azione si voglia promuovere, questa deve avvenire all’interno di un processo di pacificazione nazionale che comprenda dentro tutti”

Alle urne per confermare il taglio del numero di parlamentari

Domenica 20 e lunedì 21 settembre gli italiani saranno chiamati ad esprimersi nel referendum costituzionale riguardante la riforma approvata in via definitiva alla Camera ad ampia maggioranza l’ottobre scorso, quando tutte le forze politiche, ad esclusione di alcune componenti del gruppo Misto, votarono a favore. La “sforbiciata” complessiva di deputati e senatori sarebbe pari al 36,51% (345 in meno di quelli odierni)

Mauro Armanino dal Niger: “Tutti qui sanno che padre Maccalli è vivo, lo aspettiamo”

Il missionario dello Società delle missioni africane (Sma) a Niamey, capitale nigerina, racconta la speranza che attraversa la comunità locale di riavere il confratello Pierluigi Maccalli, sparito la sera del 17 settembre di due anni fa. Povertà e violenza segnano il Paese africano. “Qui la comunità cristiana si chiede tre cose: come conservare la fede, cosa mangiare e dove abitare fisicamente”