La Guajira, è la singolare regione, in gran parte desertica, condivisa tra Colombia e Venezuela, abitata, soprattutto, da uno dei popoli indigeni oggi più numerosi in Sudamerica, l’etnia wayuu. La Guajira è una lingua di territorio, separata dal resto del continente da alti monti, che regala paesaggi indimenticabili, ma diventa un luogo di morte, se abbandonato dalle autorità e anzi depredato della cosa più preziosa che c’è in una zona arida, l’acqua, dirottata verso gli stabilimenti minerari esistenti. In una situazione di questo tipo, la quarantena decisa, con modalità diverse, dalle autorità colombiane e venezuelane, incide in modo pesantissimo: la denutrizione e la mancanza d’acqua si aggravano, il lavoro informale artigianale (i wayuu sono famosi per le “mochilas”, i coloratissimi zainetti) diventa impossibile mentre la regione è nelle ultime settimane attraversata da migliaia di migranti venezuelani di ritorno da Perù, Ecuador e Colombia
Milizie e guerriglia imperversano in Ciad, Repubblica Centrafricana, Sud Sudan, Mozambico. Armi e violenza non danno pace a popoli impoveriti. Le voci dei missionari italiani raccolte da Missio
Cambia lo spaccio, i prezzi e i livelli di purezza di alcune sostanze, ma sui grandi traffici la pandemia non ha avuto effetti. È quanto sostiene uno studio dell’Osservatorio di Lisbona e dell’Europol. “Nel periodo post-pandemico, vedremo una maggiore competizione e violenza associate al traffico di droga. Occorre anticipare questi sviluppi”
"Per gli scenari che immaginiamo, in autunno, una patologia come il Sars-covid-2, che è trasmessa da droplet, si può maggiormente diffondere". Così il presidente Iss, Silvio Brusaferro, in audizione in commissione Bilancio alla Camera
Approvato al Senato il decreto passa alla Camera dei deputati dove dovrà essere convertito definitivamente in legge entro il 7 giugno. Ecco tutte le novità introdotte
Il Garante: “Continua a essere dubbiosa la complessiva legittimità di una privazione della libertà finalizzata a un obiettivo che non può essere realizzato, quantomeno in tempi brevi”. Pandemia, situazione tranquilla nei centri
L'elenco, riportato dal sito del quotidiano Ekathimerini, è stato compilato dopo aver esaminato i dati epidemiologici di ciascun Paese e tenuto conto degli annunci dell'Agenzia dell'unione europea per la sicurezza aerea
Indagine Ipsos per WeWorld, dal titolo “Donne e cura in tempo di Covid 19”. Una volta ripartita la macchina produttiva, dovranno prendersi cura dei figli esclusivamente da sole il 63% delle donne italiane, contro il 12% degli uomini. Significativo che, nonostante il bonus, solo l’1% delle mamme e dei papà dichiarano che si avvarranno del supporto di babysitter
Nel Paese asiatico le donne sono soggette alla pratica del Chhaupadi: obbligate a vivere in capanne fuori dalle proprie case, prive di qualunque norma igienica e vittime della violenza degli uomini