Combattimenti a Idlib. Padre Jallouf (Knaye): “Sfollati in fuga dormono anche nei pollai e sotto gli alberi”

Infuriano i combattimenti nella zona di Idlib dove si fronteggiano l'esercito del presidente Assad e l'aviazione dell'alleato russo, e i ribelli sostenuti dalla Turchia. Oggi a Mosca il vertice tra Putin e Erdogan per trovare una soluzione e porre fine in qualche modo all'emergenza umanitaria che coinvolge centinaia di migliaia di sfollati, 950 mila secondo l'Onu. Il 60% degli sfollati sono bambini e il 20% sono donne. La testimonianza di padre Hanna Jallouf, francescano della Custodia di Terra Santa e parroco latino di Knaye, uno dei tre villaggi cristiani della Valle dell’Oronte: "La sofferenza degli sfollati è incredibile".  

Stati Uniti: Joe Biden è il vincitore del Super Tuesday, le primarie democratiche in 14 Stati

Joe Biden conquistando nove Stati è il vincitore del Super Tuesday (il super martedì), le primarie democratiche che coinvolgono ben 14 Stati e si confermano tappa decisiva nella corsa alla nomination dello sfidante di Trump. Al secondo posto si piazza Berni Sanders con quattro delegati. Elizabeth Warren e Michael Bloomberg rimangono indietro e non catalizzano i voti dei democratici che avevano supportato Pete Buttigieg e Amy Klobuchar, ritiratesi dalla corsa a poche ore uno dall’altra.

Cosa significa vivere a Codogno? Una famiglia dalla Zona rossa: “La vera paura è quella di restare marchiati”

A Codogno, città focolaio del Coronavirus Covid-19, le persone vivono ormai isolate da oltre dieci giorni. Molte di loro si trovano impossibilitate a raggiungere i luoghi di lavoro e tutte le situazioni di assembramento sono state vietate. Ci sono a anche molte famiglie che non riabbracciano i propri cari perché rimasti fuori dal focolaio. Bartucca: "La vera paura è quella di restare ‘marchiati’ ed è percepita da tutti i cittadini”

Ragazzo ucciso a Napoli durante una rapina. Don Pagano: “Serve un patto educativo per intercettare la ‘paranza degli invisibili’”

Nella notte tra sabato 29 febbraio e domenica 1° marzo un quindicenne, con un complice diciassettenne, tenta di rapinare un giovane di poco più grande di lui. Non sa che è un carabiniere in borghese, che, minacciato da una pistola giocattolo, ma uguale a una vera, spara. Il primo è morto, il secondo ora indagato per omicidio volontario. Il fenomeno delle baby gang nel capoluogo partenopeo è un problema molto serio, agevolato da subculture nelle quali la legalità non ha alcun valore, anzi. Abbiamo sentito su questa realtà il cappellano dell'Istituto penitenziario per minori di Nisida