Allarme migranti al confine del Messico. Mons. Calderón Calderón (Tapachula): “È crisi umanitaria, siano rispettati i diritti fondamentali”

Prima le carovane dei centroamericani. Poi i cubani. Ora anche tantissimi africani. Si trova oggi a Tapachula, la città del Chiapas quasi al confine con il Guatemala, il fronte migratorio più caldo in Messico. Forse ancora di più (anche se fare classifiche è arduo!) rispetto alle pure congestionatissime Tijuana e Ciudad Juárez, alla frontiera nord, quella con gli Usa. È il vescovo di Tapachula, mons. Jaime Calderón Calderón, a lanciare l’allarme attraverso il Sir, dopo averlo già fatto la scorsa settimana con un documento-appello sottoscritto insieme alla Conferenza episcopale messicana

Roma e le case popolari: i tre luoghi comuni da sfatare

Gli stranieri sono “favoriti” nelle assegnazioni, gli alloggi non bastano, nella capitale c'è emergenza abitativa: Enrico Puccini, architetto ed esperto di urbanistica, smentisce questi falsi miti. “Non sono favoriti gli stranieri, ma le famiglie numerose”; “il 70% del patrimonio pubblico è inutilizzato”; “non più di 5 mila famiglie in emergenza abitativa”

Hollerich (Comece) in missione a Lesbo: “Mai l’Europa si dica cristiana se non si apre ai poveri e ai migranti”

Missione vaticana nell’isola di Lesbo a tre anni dalla visita di Papa Francesco. Della delegazione – guidata dal cardinale Konrad Krajewski – fa parte anche mons. Jean-Claude Hollerich, presidente Comece. “Non parliamo mai più di Europa cristiana se non siamo pronti ad accogliere i poveri e i migranti. Le prossime elezioni dovranno dimostrare se siamo cristiani o no. Se abbiamo ancora un resto di cristianesimo in Europa”