“I Paesi che aderiscono alle Nazioni Unite, e in particolare i membri del Consiglio di sicurezza, ricordino i loro doveri verso la famiglia delle nazioni. Li imploriamo, nel nome di Dio, di superare i loro disaccordi e di lavorare insieme per la pace nel mondo". L'appello di pace del Patriarcato di Mosca e sostenuto da un gruppo di Patriarchi delle Chiese ortodosse del Medio Oriente.
Si tratta di Javier Ortega (32 anni, inviato di El Comercio), Paúl Rivas (45 anni, fotografo) e Efraín Segarras (60 anni, autista). La frontiera tra i due Paesi è uno dei punti strategici del traffico di cocaina e proprio su quanto sta accadendo in quella zona avevano puntato l’attenzione i giornalisti.
“Stanno impedendo alla Siria di rinascere. Una cosa tremenda. Siamo addolorati e preoccupati. La popolazione soffre e non sa più cosa attendersi, vive sotto la costante paura di nuovi attacchi e di altre bombe. Quanto accade va oltre ogni ragione e sentimento umano”.
Ci vorrebbe una forte spinta – condivisa da tutti nel mondo – per rafforzare le istituzioni dell’Onu e farne veramente un centro di potere sovranazionale. Un obiettivo difficile da progettare, se non utopistico. Per di più adesso va di moda il “sovranismo” e non è nemmeno il caso di parlarne.
“Non possiamo accettare che a cento anni dalla fine della Grande Guerra si torni a legittimare l’uso delle armi chimiche, non lo possiamo accettare”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, intervenendo alla Camera sulla crisi siriana dopo l’intervento militare di Usa, Gb e Francia.
Il presidente francese interviene al Parlamento Ue rinnovando la fede europeista con la quale lo scorso anno aveva vinto le elezioni nel suo Paese. Un vocabolario che comprende democrazia, uguaglianza, verità. Poi il decalogo di proposte per rilanciare la "casa comune". Il nodo della crisi siriana
L’attacco di venerdì notte a sospetti siti di armi chimiche da parte di Stati Uniti, Francia e Regno Unito aveva richiesto una convocazione d’urgenza del Consiglio che dopo due ore si è difatto concluso con un nulla di fatto o meglio ha mostrato un inasprimento nei rapporti tra Stati Uniti e Russia
È la 24ª edizione ecumenica di un’iniziativa nata nel 1991 per volontà della Conferenza episcopale tedesca e del Comitato centrale dei cattolici (ZdK) per rispondere, in quel momento, alle sfide poste dalle leggi sull’aborto.
Già Capo dello Stato e sei volte premier, l'uomo forte di Podgorica negli ultimi 30 anni è il favorito secondo i sondaggi. Il principale candidato dell'opposizione, Mladen Bojanovic, promette cambiamenti ma dietro di lui s’intravvedono i filorussi. Che cosa succede nella “perla” dell'Adriatico? Sguardo verso l’Ue, turismo, criminalità diffusa e giornalisti intimiditi…