Calano del 4% le esecuzioni nel mondo, mentre le condanne a morte scendono da 3.117 nel 2016 a 2.591 nel 2017. Il decremento più significativo è in Africa, con la Guinea che diventa il 20° Stato abolizionista per tutti i reati nell'area sub-sahariana. Più della metà dei Paesi del mondo è abolizionista ma restano sulla lista nera con il più alto numero di condanne ed esecuzioni: Cina, Iran, Iraq, Arabia Saudita, Pakistan. Sono i dati del rapporto annuale di Amnesty international sulla pena di morte
La presidente del Senato è salita al Quirinale per riferire al Capo dello Stato i risultati del suo mandato esplorativo. La situazione non si è sbloccata e bisognerà attendere le prossime determinazioni del presidente della Repubblica.
Il procuratore capo di Vicenza Antonino Cappelleri ha convocato le Mamme no Pfas e ha anticipato l'apertura di un fascicolo per disastro ambientale a carico dell'azienda di Trissino ritenuta responsabile della contaminazione da sostanze perfluoroalchiliche che ha colpito la seconda falda acquifera d'Europa
Si tratta di un'opzione che trova ampi riscontri nella prassi costituzionale (è il settimo mandato esplorativo della storia della Repubblica) e che si caratterizza per il ruolo sostanzialmente ausiliario che l'incaricato è chiamato a svolgere rispetto al Capo dello Stato.
“I Paesi che aderiscono alle Nazioni Unite, e in particolare i membri del Consiglio di sicurezza, ricordino i loro doveri verso la famiglia delle nazioni. Li imploriamo, nel nome di Dio, di superare i loro disaccordi e di lavorare insieme per la pace nel mondo". L'appello di pace del Patriarcato di Mosca e sostenuto da un gruppo di Patriarchi delle Chiese ortodosse del Medio Oriente.
Si tratta di Javier Ortega (32 anni, inviato di El Comercio), Paúl Rivas (45 anni, fotografo) e Efraín Segarras (60 anni, autista). La frontiera tra i due Paesi è uno dei punti strategici del traffico di cocaina e proprio su quanto sta accadendo in quella zona avevano puntato l’attenzione i giornalisti.
“Stanno impedendo alla Siria di rinascere. Una cosa tremenda. Siamo addolorati e preoccupati. La popolazione soffre e non sa più cosa attendersi, vive sotto la costante paura di nuovi attacchi e di altre bombe. Quanto accade va oltre ogni ragione e sentimento umano”.
Ci vorrebbe una forte spinta – condivisa da tutti nel mondo – per rafforzare le istituzioni dell’Onu e farne veramente un centro di potere sovranazionale. Un obiettivo difficile da progettare, se non utopistico. Per di più adesso va di moda il “sovranismo” e non è nemmeno il caso di parlarne.
“Non possiamo accettare che a cento anni dalla fine della Grande Guerra si torni a legittimare l’uso delle armi chimiche, non lo possiamo accettare”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, intervenendo alla Camera sulla crisi siriana dopo l’intervento militare di Usa, Gb e Francia.