Burundi, povero e affascinante. Ricco di bambini e di sorrisi

Ufficialmente è il Paese con il più basso reddito pro capite al mondo. Ma le statistiche non dicono tutto. Non raccontano di una popolazione giovanissima e affabile. Natura rigogliosa ma pochi i mezzi e gli investimenti, agricoltura di sussistenza. La scuola non è per tutti. Una vita che si svolge fuori di casa, tra biciclette e frotte di ragazzini; diffusa religiosità, accoglienza generosa. Quale futuro?

Venezuela: quando un popolo spezza le catene dell’odio

Il Parlamento europeo ha assegnato il 17 dicembre il Premio Sakharov all'opposizione democratica del Paese latino americano. Dalla leader María Corina Machado un insegnamento di respiro universale: un popolo oppresso può ricostruire libertà, democrazia e diritti sfidando le prevaricazioni con l'unità e con l'amore

Libano, “gli ordini di trasferimento forzato emessi da Israele non hanno garantito la sicurezza dei civili”

Un dossier di ActionAid e Oxfam rivela che i cosiddetti ordini di evacuazione emessi tra il 23 settembre e il 31 ottobre 2024 potrebbero configurarsi come una campagna di trasferimenti forzati (ossia come una grave violazione del diritto internazionale umanitario) per non essere stati né legittimi né sicuri per le centinaia di migliaia di famiglie rimaste senza riparo o protezione, costituendo quindi potenziali crimini di guerra

L’immigrazione secondo Mediobanca: “Se governata, porta benefici demografici e di produttività”

In Italia nel 2040 Banca d’Italia stima 5,4 milioni di persone in meno in età lavorativa, con una forza lavoro e un PIL in calo del 9%. Le politiche di integrazione dei migranti richiedono investimenti di lungo periodo che possono recare un beneficio economico contrastando calo demografico e produttività. In Italia i migranti hanno maggior probabilità di trovare lavoro, ma solo il 14% occupa mansioni a elevata qualificazione

Gli italiani e la situazione mondiale: diffidenza verso Trump, stop alle guerre ma basta soldi per la difesa

Sondaggio Ispi: gli italiani guardano al 2025 con un misto di speranza e apprensione. Per il 38% l’elezione di Trump rappresenta una cattiva notizia; l’Ucraina deve accettare un accordo con Mosca (42%); Russia e Cina sono ormai considerate le avversarie dell’Occidente. E nonostante le guerre, il 60% ritiene che le risorse per la difesa siano sufficienti e non debbano essere aumentate (34%) o, addirittura, debbano essere diminuite (26%)