Dallo sport alle Università. Kharkiv non si arrende. “Rinasceremo dalle ceneri”

C’è una parte dell’Ucraina che non ha smesso di credere nel futuro e opera, nel silenzio, per renderlo già da oggi possibile. Nonostante i droni, gli allarmi e i missili. Siamo andati a conoscere questo popolo di uomini, donne, giovani che lavora a più livelli. Dallo sport all’università, nelle accademie di arte e design, negli istituti per il turismo e l’alberghiero. Lo fanno anche se le loro sedi sono state colpite dai missili e sono ancora in parte demoliti. “Kharkiv è come una fenice”, dice Anatoliy Huba, vice rettore dell'Accademia dello sport. “Saprà risorgere dalle ceneri”.

Caritas Spes Kharkiv, a fianco di chi subisce le ferite della guerra, soprattutto dei più piccoli

A fianco della cattedrale cattolica latina di Kharkiv, si trova la sede di Caritas Spes. Ogni giorno, dal lunedì al venerdì, vengono distribuiti aiuti umanitari e pasti caldi. Ma a soffrire di più sono i bimbi dai 3 ai 5 anni. Anche per loro, Caritas Spes ha realizzato un centro con attività ricreative e didattiche. A sostenere questa complessa macchina della solidarietà ci sono 56 volontari coordinati dal direttore padre Wojciech Stasewicz.

Ucraina. Al cimitero di Kharkiv, un orizzonte di bandiere blu e gialle. È il prezzo più alto di questa guerra

In uno dei cimiteri di Kharkiv, nelle foto sono ritratti i volti di ragazzi e ragazze, tutti in divisa, spesso appena ventenni. Sono una moltitudine. Non si sa esattamente quanti siano i caduti ucraini morti sul fronte. Il vescovo greco-cattolico Tuchapets: “Spesso le persone mi chiedono: ma quando finirà la guerra? La gente è stanca, vuole tornare a vivere una vita serena ma fin quando un nemico ci aggredisce, non è possibile pensare alla pace. Possiamo solo pregare e sperare in Dio”