La madre di Alexei Navalny, Lyudmila Ivanovna, e un avvocato sono arrivati a Salekhard e si stanno dirigendo verso la colonia IK-3 nel villaggio di Kharp, che dista 47 chilometri dall’aeroporto.
L’edilizia è il settore che presenta gli indici di frequenza infortunistica più elevati in assoluto, soprattutto per quanto riguarda gli incidenti mortali. Da una decina di anni gli incidenti in questo settore hanno ripreso a mietere vittime nei cantieri edili. Dai 155 morti del 2012 si è passati, infatti, ai 202 del 2019 per proseguire anche nel biennio della pandemia (205 morti nel 2020 e 208 nel 2021). E le prospettive sono tutt’altro che incoraggianti: nel 2023 (dati provvisori) il numero dei morti sul lavoro nelle costruzioni è cresciuto di quasi il 25%
Mons. Paolo Pezzi, arcivescovo di Mosca: “Le vie diplomatiche della pace sono veramente importanti. A questo riguardo mi sembrano significative le dichiarazioni che ho sentito in questi giorni sia da parte di Mosca che da parte di Kiev. Sono dichiarazioni di stima nei confronti dell'impegno del card. Zuppi. Vanno in questa direzione anche le ultime dichiarazioni dell'ambasciatore russo presso la Santa Sede, che ha parlato della importanza e della opportunità di una ripresa di questa missione. Il Papa ha fatto una sua proposta e il fatto che il Papa si sia mosso fino a questo punto, dice che la Chiesa ha fiducia che nel cuore dell'uomo non si spenga mai la speranza per la pace”
Presentata il 15 febbraio in Università Cattolica a Milano una ricerca su alfabetizzazione digitale e tutela dei minori tra 8 e 16 anni. Da 1 a 3 le ore trascorse ogni giorno online. Il 68% ha uno smartphone, il 28% lo ha ricevuto prima dei 10 anni. Quattro ragazzi su 10 sono incorsi in esperienze negative, soprattutto i più fragili. Fondamentale sostenere e promuovere progetti di alfabetizzazione mediatica e digitale a loro tutela
“Ogni morte sul lavoro è straziante e inaccettabile, tutti gli sforzi devono essere messi in campo perché sia sempre garantita l’assoluta sicurezza. Preghiamo anche affinché sia speso in questo tutto l’impegno possibile di chi ha responsabilità, per non continuare a piangere vite spezzate così”.
Navalny è riuscito in una vera impresa: diventare l’unico populista al mondo per cui tutti, almeno fuori dalla Russia, fanno il tifo. Il blogger, infatti, non è un oppositore di Vladimir Putin. Non ne ha i mezzi né la statura politica. Non ha un partito, non ha un programma, non ha la più pallida idea di come si faccia a raccogliere consenso, come già si vide quando, nel 2013, corse da possibile vincitore per la poltrona di sindaco di Mosca contro l’odiatissimo Sobyanin
La guerra della Russia contro l’Ucraina va avanti da 10 anni e mira a “distruggere l’esistenza stessa di un’intera nazione”. “Possiamo testimoniare che ciò che sta accadendo ora in Ucraina è un genocidio”. “Le persone vengono uccise in Ucraina perché sono ucraine”.