Rotta Balcanica: dopo il Game c’è il Silos di Trieste

Circa 150 richiedenti asilo da Pakistan, Bangladesh, Siria, Afghanistan, dopo aver attraversato l’intera Rotta Balcanica col freddo dell’inverno, passando dalla Slovenia sono approdati a Trieste. Ma nella città mitteleuropea ad attenderli c’è la strada. Vivono accampati in un vecchio Silos fatiscente, tra i topi e le folate gelide della bora. Non mancano però la sollecitudine e la solidarietà di alcune realtà locali, fra cui la Caritas. La situazione raccontata dalla rivista Popoli e Missione

Elezioni: nel 2024 saranno 76 gli Stati in cui i cittadini saranno chiamati alle urne. In Italia si vota il 9 giugno

Nel 2024 si calcola che saranno 76 gli Stati in cui i cittadini saranno chiamati alle urne, anche in contesti poco o nulla democratici. La democrazia, infatti, è molto più di un seggio aperto. È anche vero però che senza elezioni non c’è democrazia. “Per definire la strada da percorrere, è il voto libero che decide. Non rispondere a un sondaggio, o stare sui social. Perché la democrazia è fatta di esercizio di libertà”: sono parole del Presidente della Repubblica che nel discorso di fine anno ha proposto un appassionato appello alla “partecipazione attiva alla vita civile”.

Gaza, al via le udienze alla Corte dell’Aia contro Israele. Amnesty: “Passo importante per proteggere i civili”

L’organizzazione afferma che il procedimento avviato dalla Corte internazionale di giustizia sulla denuncia del Sudafrica circa la violazione, da parte di Israele, dei suoi obblighi ai sensi della Convenzione delle Nazioni Unite sul genocidio, “potrebbe contribuire a proteggere i civili palestinesi, porre fine alla catastrofe umanitaria nella Striscia di Gaza occupata e offrire un po’ di speranza per la giustizia internazionale”

Ecuador, la testimonianza di una religiosa: “Tutti chiusi in casa, trasporti bloccati. La popolazione è terrorizzata”

L'Ecuador è nel caos dopo l'offensiva di alcune bande criminali di narcotrafficanti che hanno preso d'assalto la tv pubblica di Guayaquil e attaccato altre zone del Paese. Il giovane presidente Daniel Noboa ha subito decretato lo stato d'emergenza di 60 giorni e mobilitato le forze armate, che hanno annunciato oggi di aver liberato 41 ostaggi, ucciso cinque "terroristi" e arrestato altre 329 persone. Circa 13 i morti, ma non ci sono stime ufficiali. Anche le Suore Terziarie Francescane Elisabettine, che hanno diverse missioni nel Paese, stanno subendo le conseguenze del clima di paura che si è diffuso tra la popolazione. Due religiose sono rimaste bloccate nella capitale Quito, il centro medico dove lavorano è chiuso. Lo racconta al Sir suor Chiara Dalla Costa.