L’utilizzo del fenomeno migratorio per consolidare il proprio potere è uno degli aspetti meno conosciuti del regime imposto dal presidente Daniel Ortega e dalla moglie e vicepresidente, Rosario Murillo. Eppure, è quello che sta accadendo da tempo in uno scenario di crescente isolamento internazionale del Paese centroamericano. La strategia più raffinata, e ultima in ordine di tempo, consiste nell’utilizzare la migrazione per colpire gli Stati Uniti. A spiegarlo al Sir è Manuel Orozco, politologo nicaraguense in esilio, direttore del programma Migrazione, rimesse e sviluppo del Dialogo interamericano
Quello dei Saharawi è un popolo che lotta per l’autodeterminazione e per la possibilità di rientrare nella terra d’origine, il Sahara Occidentale. Dal 1975, con l’occupazione da parte del Marocco, circa la metà della popolazione è stata costretta a fuggire nel vicino deserto algerino. E qui vive tuttora in campi profughi. Il racconto di Ahmed Salama Bechri
Lettera aperta delle Ong in occasione della Conferenza Italia-Africa, che si svolgerà a Roma nel fine settimana. La portavoce della campagna, Ivana Borsotto: “Preoccupa il fatto che il Piano Mattei possa tradursi nel superamento dellaLegge 125/14, qualora i finanziamenti previsti della Legge di Bilancio siano sbilanciati a favore degli interessi d’affari privati, ridimensionando così il ruolo e della cooperazione internazionale”
Riccardo Noury (Amnesty International Italia): “Premesso che nessun metodo di esecuzione è indolore o incruento, qui è stato raggiunto un livello peggiore. Smith è stato una cavia su cui è stato testato un nuovo metodo che, inspiegabilmente, la Corte suprema non ha considerato incostituzionale ai sensi dell'Ottavo emendamento, che vieta le pene crudeli. Pompare azoto per molti minuti per togliere ossigeno è una cosa terribile”
Gli avvocati Irma Conti e Mario Serio sono gli altri due componenti del collegio del Garante, cui la Legge attribuisce il compito di vigilare sul rispetto dei diritti delle persone private della libertà. Succedono a Emilia Rossi e Daniela De Robert
Patrizio Gonnella, presidente di Antigone: “Una ecatombe drammatica rispetto alla quale deve esservi l'obbligo morale e politico di intervenire”. E aggiunge: “Ogni suicidio è certamente un atto individuale che non va generalizzato. Quando però i numeri sono così impressionanti, allora bisogna andare alla ricerca di cause di sistema. Oggi nelle carceri si respira un'aria di chiusura. Il carcere va riempito di vita”
“Assistiamo, nel mondo, a un ritorno di antisemitismo che ha assunto, recentemente, la forma della indicibile, feroce strage antisemita di innocenti nell’aggressione di terrorismo che, in quella pagina di vergogna per l’umanità, avvenuta il 7 ottobre, non ha risparmiato nemmeno ragazzi, bambini e persino neonati. Immagine di una raccapricciante replica degli orrori della Shoah. Siamo convinti che i giacimenti di odio siano stati ingigantiti da parole e atti spietati, persino blasfemi”.
I dati di un’indagine Censis, presentata oggi a Bologna. Per il 62,7% degli italiani il lavoro non è centrale nella vita, il 76,2% dei giovani scambierebbe solo a caro prezzo un’ora di tempo libero con un’ora di lavoro, per l’80% degli occupati nel passato si è chiesto troppo a chi lavora, ora è giusto pensare di più a sé stessi
Il racconto di Nili Bar Sinai, abitante sopravvissuta del kibbutz di Be'eri, teatro di una delle stragi più crudeli compiute da Hamas il 7 ottobre scorso. La morte del marito, il ricordo di chi non c'è più e la certezza che il kibbutz tornerà a vivere, ad una condizione: "la fine di Hamas" e un'educazione diversa dei giovani "a convivere e non ad uccidere".