Odessa sotto attacco. Si contano i morti, i feriti. Viene colpita e distrutta dai missili russi anche la cattedrale ortodossa della Trasfigurazione, legata al Patriarcato di Mosca. Per fortuna, l’icona di Kasperov della Madre di Dio, che è la patrona della città, è stata estratta dalle macerie. Centinaia di cittadini si sono recati davanti alla cattedrale ed hanno pregato davanti all’icona messa in salvo. Il vescovo cattolico fatica a trovare le parole per descrivere quanto sta accadendo: “Non è una guerra, questo è terrorismo”, dice. E il metropolita ortodosso Agafangel di Odessa usa parola molto dure di condanna: “Qualunque sia lo scopo della cosiddetta vergognosa ‘operazione militare speciale’, nulla può giustificare l'uccisione e la violenza”
I risultati delle urne disegnano un Paese polarizzato, mentre appare in salita la possibilità di formare una coalizione in grado di governare. Da Madrid a Bruxelles: interrogativi in vista del voto per il rinnovo dell’Europarlamento
Gli importi, destinati a una platea di oltre 390mila studenti, costituiranno un’ulteriore opportunità per la realizzazione di reti locali, per l’acquisto di schermi digitali, strumenti per la trasformazione digitale nella didattica o di attrezzature laboratoriali green
Secondo l’Unicef, quasi 14 milioni di bambini hanno bisogno di sostegno umanitario. Almeno 690.000 bambini esposti a malnutrizione acuta grave e 1,7 milioni di bambini sotto l'anno di età a rischio di non poter effettuare vaccinazioni fondamentali
Ad animarlo attivisti africani con Refugees in Libya e Mediterranea Saving Humans. L'evento è stato organizzato in concomitanza con il vertice tra il governo italiano e diversi capi di Stato africani, che si è tenuto ieri nella capitale
Opposizione politica soffocata, attacchi alla libertà d’espressione e discriminazioni nei confronti di migranti e rifugiati. Secondo l’organizzazione, sono queste alcune delle criticità riscontrate nel paese. “Le autorità tunisine invertano questa pericolosa traiettoria”
“Siamo arrivati a Kherson ieri ed abbiamo trovato una situazione catastrofica”. Parte da qui il racconto di Sebastiano Losi, uno dei tre volontari dell’Operazione Colomba, che si trovano attualmente in città. Sono impegnati proprio in queste ore, caschetto in testa, a recuperare il materiale rimasto illeso dalle fiamme divampate nella notte fra il 18 e il 19 luglio dopo il bombardamento della Casa della cultura di Kherson. Nonostante la distruzione delle fiamme, i bombardamenti continui e la distruzione provocata dall’alluvione, “la gente che è rimasta qui a Kherson, non ha intenzione di andare via adesso. Si va avanti con forza e resistenza”
L’indagine di 1.400 pagine, frutto di tre anni di lavoro, consegnata nel giugno scorso alle due Camere della Dieta nipponica, ripercorre e riassume la macabra storia delle sterilizzazioni forzate imposte su donne, uomini e persino bambini giapponesi con diverse disabilità in ‘ottemperanza’ alla “Legge sulla protezione dell’eugenetica“ rimasta in vigore 48 anni, dal 1948 fino al 1996 quando venne di fatto abrogata trasformandosi nella attuale “Legge per la protezione della salute della madre”