Possibile donare fino al 12 marzo anche telefonando da rete fissa. I soldi contribuiranno al sostengo delle persone colpite. Dall'inizio del conflitto in otto milioni hanno cercato rifugio all'estero mentre gli sfollati interni sono 5,3 milioni
Il rapporto della ong a un anno dallo scoppio della guerra. Più del 20% degli edifici scolastici danneggiati o distrutti. I bambini sono stati costretti a nascondersi sottoterra per circa 920 ore. Sono 703 gli attacchi accertati a operatori e strutture sanitarie
Carol Abdo frequenta la parrocchia della Cattedrale di Padova, l’arte è la sua passione e il suo lavoro: ha contributo, infatti, al restauro del Battistero del Duomo di Padova, proclamato dall’Unesco patrimonio dell’umanità. Siriana, di Aleppo, è arrita in Italia nel 2008 per seguire il fidanzato che iniziava un dottorato. Ha visto il suo Paese martoriato, prima dalla guerra ora dal terremoto: «Una mia amica mi ha detto “potrei vivere altri 12 anni di guerra, ma non la paura del terremoto”. Ad Aleppo più di seimila case sono distrutte o inabitabili, anche la mia è stata danneggiata, quelle rimaste in piedi sono a rischio di crollo».
In questi giorni sono state diffuse le conclusioni di una ricerca del Centro Studi Divulga che ha aggiornato il quadro della situazione dei giovani nelle campagne italiane.
Una crisi che pare senza fine. Una matassa sempre più aggrovigliata. Il Perù assiste da due mesi a una protesta sociale che ha paralizzato il Paese, sempre più spaccato tra il “centro” di Lima e l’enorme periferia della “sierra” andina, della “selva amazzonica”, dei grandi altipiani e delle profonde vallate, che solcano un territorio più grande di Italia, Francia e Germania messe assieme. Circa sessanta morti, centinaia di feriti, devastazioni, blocchi stradali, quasi quotidiani assalti ad aeroporti, istituzioni e imprese, 200 mila persone che sono, appunto, scese dalle Ande per “accamparsi” nella capitale.
"Non dimenticateci": è l'appello di mons. Boutros Marayati, arcivescovo di Aleppo degli Armeni cattolici in Siria. Al Sir esprime la sua certezza: "Non è Dio la causa del terremoto ma il comportamento sbagliato dell'uomo. Perché quando si costruiscono case, palazzi, strutture non a regola d’arte poi se ne raccolgono i frutti"
La Conferenza episcopale turca si è data come missione in questa emergenza quella di “agire laddove nessuno sta agendo, raggiungendo i più discriminati e i più dimenticati”. “In queste ore - racconta Giulia Longo - è importante per noi capire chi non sta ricevendo aiuti e chi non è inserito ufficialmente nel sistema degli aiuti. Insomma, raggiungere la minoranza della minoranza”. La coordinatrice di Caritas Turchia ricorda che già prima del terremoto, l’Anatolia viveva in una situazione di grande vulnerabilità dovuta alla situazione economica, alla presenza di 5 milioni di profughi che ci sono in questo paese, e ad un confine - quello con la Siria - “che si porta dietro ferite molto profonde"
Il Consiglio dei ministri ha varato la riforma dei poteri e delle procedure per l’attuazione del Pnrr, com’era nelle attese, ma ha fatto notizia soprattutto per il blocco della cessione dei crediti del “superbonus” edilizio, una questione che in termini finanziari si misura complessivamente nell’ordine dei 110 miliardi. Dall’entrata in vigore del decreto, con l’eccezione di specifiche deroghe per le operazioni già in corso non sarà più possibile per i soggetti che effettuano tali spese optare per il cosiddetto ‘sconto in fattura’ né per la cessione del credito d’imposta