Cure domiciliari. Marchesi (Uneba): “Reinvestire in queste politiche”

Per il Ministero della salute e per il governo creare una stretta integrazione fra ospedale e territorio è una delle priorità. Non fosse altro per non perdere i miliardi di euro messi a disposizione dal Pnrr per l’incremento dell’assistenza domiciliare. Un tassello importante è dato dall’avvio della riforma delle politiche per anziani e non autosufficienti, contenuta nel disegno di legge delega varato da Palazzo Chigi. Parla Virginio Marchesi, già docente all’Università Cattolica e presidente della sezione di Milano dell’Unione nazionale istituzioni e iniziative di assistenza sociale (Uneba)

Riforma politiche anziani e non autosufficienti: varato il disegno di legge dal Consiglio dei ministri

In Italia gli ultrasessantacinquenni sono circa 14 milioni, 3,8 milioni i non autosufficienti, 10 milioni se si calcolano anche tutti coloro che sono impegnati nella cura di queste persone. In un Paese “vecchio” come il nostro è agevole immaginare la rilevanza di una riforma come questa, atteso ormai da almeno vent’anni. E per passare alla fase operativa si dovrà aspettare ancora, ma in virtù del Pnrr (nella cui cornice il provvedimento si inserisce come uno degli obiettivi da raggiungere per ottenere i finanziamenti) ci sono delle scadenze precise