Sentenza aborto in Usa. Vescovi americani: “È tempo di curare le ferite e riparare le divisioni sociali”

I vescovi americani indicano la direzione di marcia dopo la decisione della Corte Suprema che venerdì ha ribaltato Roe v. Wade, la sentenza storica che, a partire dal 1973, ha stabilito il diritto all'aborto negli Stati Uniti. L’arcivescovo José H. Gomez di Los Angeles, presidente della Conferenza episcopale americana e l'arcivescovo William E. Lori, presidente del Comitato pro-life, hanno definito la giornata “storica”, sottolineando che “per quasi cinquant'anni, l'America ha applicato una legge ingiusta che ha permesso ad alcuni di decidere se altri possono vivere o morire: una politica che ha provocato la morte di decine di milioni di bambini”

Mykolaiv. Il parroco: “Sentiamo l’odore del fuoco e vediamo fumo nero avvolgere la città. Aiutateci a fermare i russi”

Il racconto in presa diretta del parroco di Mykolaiv, mentre la città è stata colpita da 7 missili russi. “Siamo stati svegliati da esplosioni terribili. Non abbiamo informazioni precise per quanto riguarda le vittime. In questo momento sentiamo l’odore del fuoco e si vedono le conseguenze degli attacchi con distruzioni e fumo nero in città”. Anche qui, la Chiesa è rimasta aperta a tutti. Non ha abbandonato la sua gente, svolge le celebrazioni e gestisce un centro animato e sostenuto da volontari dove vengono distribuiti gli aiuti umanitari alla popolazione

Guerra in Ucraina, Donatella Di Cesare: «Tutti quelli contrari alle armi non hanno voce in capitolo»

«Una grande ecatombe. È già un suicidio di massa, un terrificante martirio collettivo». Donatella Di Cesare, docente ordinario di Filosofia teoretica alla Sapienza di Roma, continua a dar voce a chi non si allinea al pensiero unico sulla guerra in Ucraina. Di Cesare ha ribadito le ragioni dell’alternativa al massacro anche allo Sherwood Festival di Padova durante il dibattito “La guerra oltre la guerra” con la filosofa Ida Dominijanni, l’economista Andrea Fumagalli e lo scrittore Davide Grasso. «Oggi più che mai lo sforzo è di evitare l’alternativa di schierarsi con i russi o con gli ucraini. Il punto è la catastrofe dell’Europa, che era nata con il compito di far coabitare popoli, non di assecondare nazionalismi o peggio gabbie etniche».

Libano. Abboud (Caritas): “Crisi economica mai vista prima, ogni due giorni un suicidio”

Nei servizi di Caritas Libano ora arrivano i nuovi poveri, i lavoratori libanesi, che a causa di una inflazione al 138% sono costretti a fare i conti con prezzi dei beni alimentari saliti fino al 500% e la caduta del potere di acquisto dei salari del 90%. Ogni due giorni c’è un caso di suicidio perché la gente non arriva a fine mese, mentre le tensioni tra rifugiati siriani e libanesi sono alle stelle. Parla padre Michel Abboud, presidente di Caritas Libano, tra i relatori al 42° Convegno nazionale delle Caritas diocesane in corso a Rho (Milano).