Assaltati i palazzi del governo nella Zona Verde di Baghdad con scontri armati durissimi tra le diverse milizie che nella notte hanno causato almeno 25 morti e 385 feriti. L’appello della ong “Un Ponte Per”, impegnata da 30 anni nella costruzione della pace nel Paese. “Situazione frutto delle conseguenze dell’occupazione militare e delle varie guerre imposte al popolo iracheno dalle potenze straniere e dalle loro ingerenze”
Denuncia contenuta in un rapporto di Amnesty International che riferisce di numerose occasioni in cui, soprattutto al confine con l’Iran, le forze di sicurezza locali hanno sparato alle persone che cercavano di scavalcare muri o di strisciare sotto le trincee. “Coloro che riescono a entrare in Iran e in Turchia vengono regolarmente arrestati e sottoposti a maltrattamenti e torture prima di essere rimpatriati illegalmente e con la forza”
Procedure legali inadeguate discriminano maggiormente alcune nazionalità. L’organizzazione chiede un sistema di asilo equo. “Molte delle persone trattenute hanno vissuto esperienze profondamente traumatiche”
Nell’isola caraibica dilaga la violenza. Bande armate fronteggiano le forze dell’ordine. Nella capitale si spara ogni giorno. Maddalena Boschetti, fidei donum: “la nostra vita è appesa a un filo”. Il Paese è fuori controllo e ne fanno le spese i più poveri
Stop, allarmi esplosioni e imprevisti non fermano la carovana della pace che oggi si rimette in viaggio con destinazione Odessa. Preoccupa la situazione a Mykolaiv dove ieri si sono sentite “potenti esplosioni”. È stato attaccato anche il ponte che collega Odessa a Mykolaiv, la strada che la carovana della pace deve necessariamente percorrere per raggiungere la città. L’alternativa – dicono i volontari - è passare da Zaporizhzhia, ma lì le condizioni di sicurezza sono forse peggio. Ma si va avanti. “Timore? Sì”, ammette uno dei 50 volontari italiani. “Perché il rischio c'è. Siamo consapevoli di andare in un posto sotto attacco ma la gente ci aspetta e ha bisogno del nostro aiuto”
Quando la propria cameretta diventa il porto sicuro in cui rifugiarsi tagliando i legami con l’esterno perché stare con gli altri è un’impresa impossibile. Sono circa 120 mila i bambini e ragazzi “ritirati sociali” in Italia
Continua il lavoro della Chiesa cattolica in Bosnia ed Erzegovina per cercare di aiutare i giovani, definiti da Papa Francesco "fiori di una primavera" in quanto generazione nata dopo la guerra iniziata 30 anni fa, ad incontrarsi, andare avanti e rompere i pregiudizi che animano il Paese. L'intervista a don Šimo Maršić, responsabile della pastorale giovanile dell'arcidiocesi di Sarajevo e direttore del Centro di Pastorale Giovanile San Giovanni Paolo II, il primo centro giovanile che vuole aiutare le nuove generazioni a creare ponti verso gli altri
I dati analitici delle denunce presentate nei primi 7 mesi dell’anno. Rispetto all’analogo periodo del 2021, si segnala un deciso aumento delle denunce di infortunio (+41,1%, dovuto in parte al più elevato numero di denunce di infortunio da Covid-19 e in parte alla crescita degli infortuni “tradizionali”), un calo di quelle mortali (-16%, per il minor peso delle morti da contagio) e una crescita delle malattie professionali (+6,8%)
Questa infezione virale, trasmessa dagli animali all’uomo (zoonosi), è causata dal “monkeypox virus” (MPXV), un virus a DNA a doppio filamento avvolto.