Riunione della plenaria del Comitato economico e sociale europeo (Cese) oggi e domani a Bruxelles. Una delle opinioni approvate riguarda “l'impatto del Covid-19 sui diritti fondamentali e lo Stato di diritto in tutta l'Ue e il futuro della democrazia”. Per discuterne, era presente ai lavori la vicepresidente della Commissione europea Věra Jourovà
Voci dal Donbass e da Kiev e il racconto in presa diretta di chi sta vivendo queste concitate ore di attacchi aerei su tutto il Paese. Sono stati presi di mira obiettivi militari. Ma nel Donbass il dispiegamento di mezzi militari è imponente. Le esplosioni, la fuga in macchina, i piani di evacuazione. “Questa non è una guerra contro l’Ucraina, ma una guerra nel cuore dell’Europa” dice il parroco di Lysyčansk (Lugansk). “Siamo stati attaccati tutti. E’ la guerra contro tutto il mondo. Pregate per noi in attesa che arrivino buone notizie, notizie di pace perché Dio è con noi e Dio è la nostra forza più grande. Lo preghiamo perché converta i cuori e li pieghi alla forza della pace e non delle armi”.
A causa dell’aggravarsi della situazione nell’Ucraina orientale, la Caritas locale sta mobilitando tutte le forze e le risorse disponibili per prepararsi a portare aiuti umanitari alla popolazione.
Catherine Russel (Unicef): “Colpi di armi pesanti lungo la linea di contatto hanno già danneggiato infrastrutture idriche di base e scolastiche. Se i combattimenti non si fermeranno, decine di migliaia di famiglie potrebbero essere costrette a sfollare”. Save the Children: “Negli ultimi giorni almeno 100 mila persone, tra cui circa 40 mila bambini, sono state costrette ad abbandonare le proprie case nell'Ucraina orientale”
“Condanniamo questo barbaro attacco e gli argomenti cinici usati per giustificarlo. Il presidente Putin è responsabile di riportare la guerra in Europa”.
La preghiera a cui siamo chiamati all’inizio di questa Quaresima vuole essere un esorcismo, che almeno per un istante liberi i nostri politici dall’influsso di colui che “seduce tutta la terra” (Ap 12, 9) e li rimetta in contatto con la propria umanità, con quello che li rende fratelli l’uno dell’altro, e di tutti gli altri uomini. Preghiamo per questo risveglio, affinché un altro dei tre flagelli non si abbatta su un’umanità già stremata
Sono le 22 di mercoledì, a New York, quando al Consiglio di sicurezza dell’Onu, riunito in seduta straordinaria per negoziare la pace in Ucraina, arriva la notizia dell’invasione. Il segretario generale, Antonio Guterres ha appena chiesto di “dare alla pace una chance”, quando in contemporanea il presidente russo Vladimir Putin annuncia “un’operazione militare in Donbass”, e questo mentre il suo ambasciatore, Vasily Nebenzya presiede la seduta e consulta freneticamente il cellulare a cercare conferma di quella che tutti gli altri stati membri al tavolo cominciano a chiamare “guerra”, “aggressione ingiustificata”, “attacco”
“Ora siamo in guerra, si ragiona su altri tavoli rispetto a quelli della diplomazia. C’è la polvere da sparo che aleggia; bisogna che si depositi per vedere poi eventualmente da dove ricominciare. Ma sarà dura”. Così Fulvio Scaglione, per anni corrispondente da Mosca, commenta l’attacco militare che nella notte le forze russe hanno indirizzato su diverse città ucraine