Giuseppe Schiavello, direttore della Campagna Mine: “Sarebbe un bel segnale se, ritrovata la pace, l’Ucraina aderisse alla Convezione di messa al bando delle cluster bombs di cui è stato denunciato e provato l’uso da parte delle forze armate Russe”
Riparte l’iter della riforma della cittadinanza: sono 210 su 728 gli emendamenti alla proposta di legge che non saranno ammessi al voto o che non saranno posti in votazione in commissione Affari Costituzionali alla Camera
“Oggi vediamo dei filmati orribili. Immagini terribili di tutto ciò che l’occupante ha lasciato sul suolo ucraino. Vediamo fosse comuni di persone che sono state colpite alla nuca. Vediamo città e villaggi distrutti. Vediamo destini umani mutilati. Ecco perché dobbiamo metterci al lavoro e combattere”.
Il War Childhood Museum di Sarajevo è il primo al mondo dedicato all'infanzia vittima della guerra. È il museo della guerra vissuta e raccontata dai bambini bosniaci anche attraverso oggetti della loro quotidianità. Spiega la direttrice Krvavac: “rivivere la sofferenza provocata dalla guerra può aiutare ad abbattere le barriere etnico-religiose”.
30 anni fa, a marzo, scoppiava la guerra in Bosnia, una delle più sanguinose delle guerre jugoslave. Risale al 5 aprile l'inizio dell'assedio di Sarajevo. Eventi che trovano oggi delle evidenti analogie con la guerra in Ucraina e che alimentano la paura che la Bosnia, con tutte le sue tensioni e instabilità, possa diventare una nuova Ucraina. Il Sir è andato a Sarajevo ad incontrare due testimoni di quei giorni, il card. Puljic e mons. Tomo Knezevic, all'epoca responsabile della Caritas Sarajevo.
Nel rapporto dell’Emcdda, l’Osservatorio sulle droghe di Lisbona, i dati di circa 80 città europee. In dieci anni di rilevazioni dell’Istituto Mario Negri, dati quasi raddoppiati. Aumentati i consumi o la purezza della cocaina? Gatti, direttore ricerche dipendenze Asst Santi Paolo e Carlo: “Ai servizi casi sempre più complessi, ma è presto per misurare le conseguenze della pandemia”
Uccisi almeno 121 minori. L'Europa accusa Mosca e pensa a nuove sanzioni e a un maggiore sostegno militare all'Ucraina. La Russia nega la strage di Bucha e definisce gli Usa "maestri di provocazione"
L'organismo, che ha la durata di un anno, monitorerà i risultati raggiunti, favorirà lo scambio di informazioni e buone pratiche e lo sviluppo della contrattazione collettiva
A quasi sei settimane dall’invasione russa dell’Ucraina, negli Stati Uniti torna ad imperare la polarizzazione, dopo che la scoppio della guerra aveva temporaneamente unito repubblicani e democratici, almeno sul fronte degli aiuti umanitari e del supporto militare. I sondaggi sono la prova palese di una divisione ancora partigiana, che si ferma sulla soglia dell’emozionalità e della contrapposizione a tutti i costi. Le parole pronunciate in Polonia sull’auspicabile uscita di scena di Putin, seppur smentite da Casa Bianca e Segreteria di stato, hanno fatto del presidente americano il portavoce di un sentire comune tra molti dei suoi cittadini, che inizialmente pronti al sacrificio pur di porre la parola fine alla carneficina ucraina e al dramma dei profughi: ora si ribellano ai costi reali di una guerra globale. E intanto ci si prepara all'accoglienza dei profughi