Natale a Cuba… ovvero l’attesa dello Sconosciuto

I decenni di ateismo di Stato, dopo la Rivoluzione, hanno fatto sì che i cubani dimenticassero il significato del 25 dicembre. Ma c'è chi, come nella parrocchia Nuestra Señora del Rosario in Palma Soriano, tiene viva la tradizione religiosa. Qui il racconto del missionario fidei donum don Marco Pavan, della diocesi di Milano. "Nella comunità cristiana - afferma - si attende il Natale e ci si prepara a viverlo bene, sapendo di essere testimonianza vivente dell’incontro con il Signore Gesù"

Il Natale d’estate alle Isole Salomone

Le festività rappresentano l’occasione per tornare nei propri villaggi d’origine visto che scuole e lavoro spesso sono lontani da casa. Anche per questa ragione la nascita di Gesù (nell’arcipelago la popolazione è in maggioranza cristiana) costituisce una grande festa. Regali semplici, messe partecipate fra canti e danze. Il presepe però è quasi sconosciuto

Sud Sudan: mons. Carlassare (vescovo Rumbek), “apriremo centro di cura del trauma e organizzeremo percorsi di riconciliazione e perdono”

“In Sud Sudan il Natale è la festa per eccellenza poiché viene anche dopo la mietitura in un tempo di relativa prosperità. La popolazione si raduna, senza distinzione di credo o classe sociale, per celebrare la vita. E la comunità ne esce vivificata, rinsaldata e, in qualche misura, anche rinata. È bello allora celebrare la vita di Gesù e, in Lui, la nascita di una nuova umanità”.