La ragazza non vuole che scriviamo il suo cognome, né il nome dell’Università che frequenta. La paura è di essere espulsa: “Il mio governo ha mandato in prigione persone anche solo per un 'mi piace' nei social network - racconta -. Vorrei sentirmi al sicuro. E, mi raccomando, nessuna foto”. La giovane ha studiato quasi cinque mesi in Europa, in Polonia, grazie ad un accordo tra le due università ed è rientrata in Russia una settimana prima che scoppiasse la guerra
A Pechino, nel terzo match del gruppo B, i padroni di casa si sono imposti 6-0 sull'Italia che grazie alla vittoria della Repubblica Ceca sulla Slovacchia stacca comunque il biglietto per la fase successiva: domani scontro diretto contro la Corea per accedere alle semifinali
Gli azzurri vengono sconfitti ai quarti di finale dalla Corea che si impone per 4-0 in una gara combattuta assai più di quanto non dica il risultato finale. Venerdì si torna sul ghiaccio per la finale che vale il quinto posto
A Casa Sant’Antonio abate da fine gennaio prestano servizio tre infermiere ucraine. Nei loro racconti il dramma della guerra, ma anche lo spirito di accoglienza e umanità del paese feltrino che non le abbandona
Da inizio legislatura dodici parlamentari della nostra regione hanno cambiato seggio. E verso le Politiche del prossimo anno non mancheranno altre sorprese
Sono 300 mila le vittime generate dalla guerra scoppiata sette anni fa tra il golfo di Aden e il mar Rosso. Il paese sta vivendo una delle peggiori crisi sanitarie con la popolazione che non ha autonomia per vivere
La storia di Fatima Haidari, attivista per i diritti delle donne, evacuata ad agosto nel nostro paese. “L’Italia mi ha permesso di ricominciare ma non riesco a portare qui i miei familiari, sono a rischio proprio per la mia popolarità. Siamo della minoranza hazara, i talebani ci cercano casa per casa. Temo che con la crisi ucraina diventeremo ancor più invisibili”
Dopo la missione della settimana scorsa, la Comunità Papa Giovanni XXIII si prepara ad una nuova, a brevissimo. Tra le iniziative, portare nella zona calda del conflitto parlamentari europei, accompagnati dalla società civile, per chiedere una tregua
A Siret, in Romania, alla frontiera con l'Ucraina, gli operatori di Save the children accolgono i bambini in fuga mettendo a disposizione uno spazio dove giocare e rilassarsi. Una testimonianza dal campo. Tra le varie realtà, in Polonia l'associazione Fundacja Happy kids continua ad evacuare giornalmente centinaia di bambini che erano accolti nei centri ucraini: 100.000 in 600 istituti, molti sono orfani o lasciati dai genitori che non possono mantenerli. In Italia si sta muovendo l'associazione M'aMa-Dalla parte dei bambini