Da Kiev a Borodyanka, passando per ale città martiri del conflitto in Ucraina. Mentre si combatte furiosamente nel Donbass, a Kiev e nei centri vicini, oggetto di attacchi nelle prime settimane dopo l'invasione russa, si cerca di ritrovare un po' di "normalità"
Sale la tensione in Moldova e nella regione separatista al confine con l’Ucraina. In una conferenza stampa oggi la presidente Maia Sandu ha detto che le esplosioni avvenute la scorsa notte in Transnistria sono state lanciate da un drone e hanno preso di mira la pista non funzionale di un campo di aviazione nel villaggio di Varancau, distretto di Ribnita.
Si è conclusa il 5 maggio, con la visita nel Regno Unito ed i colloqui con Boris Johnson, la missione diplomatica del primo ministro iniziata il 29 aprile, toccando sei Stati, tre del Sud-Est asiatico, Indonesia, Vietnam e Thailandia, e tre dell'Europa, Italia, Vaticano e Regno Unito. Come unico membro asiatico del G7, Fumio Kishida nella sua visita nei Paesi del sud-est asiatico, dove solo Singapore ha aderito alle sanzioni contro la Russia, si era posto l'obiettivo di sollecitare una risposte più incisiva alla crisi Ucraina dai leader di quelle nazioni.
Una delegazione di Acs in visita di solidarietà a Leopoli ha incontrato ieri alcuni profughi accolti nel monastero benedettino di san Giuseppe, dove le monache suonano le campane per dare l'allarme aereo, e nella parrocchia di san Giovanni Paolo II. Testimonianze di guerra con l'orrore di Bucha, raccontato da una testimone di quei giorni, Olga Stroieva.
“Non abbiamo scelto di fare la guerra, ma siamo stati costretti. Difendere il proprio Paese è una responsabilità civile e tutti sono tenuti a farlo e non necessariamente con le armi”: parola di mons. Vitalii Kryvytskyi, arcivescovo latino della diocesi di Kiev-Zhytomyr (200mila cattolici suddivisi in 160 parrocchie), all’interno della quale insistono città e villaggi come Bucha, Polissyia, Irpin, Vorzel, “martiri” della guerra scoppiata dopo l’invasione russa dell’Ucraina, il 24 febbraio scorso.
I dati del settimo Rapporto “Le Equilibriste: la maternità in Italia 2022” di Save the Children. Il 42,6% delle mamme tra i 25 e i 54 anni non è occupata e il 39,2% con 2 o più figli minori è in contratto part-time. Lavoro femminile è sinonimo di precarietà: solo poco più di 1 contratto a tempo indeterminato su 10 attivato a favore delle donne nel primo semestre 2021. Il problema del mancato sostegno e il peso della pandemia
Il racconto del direttore di Caritas-Spes di ritorno da una delle stazioni della metropolitana di Kharkiv. Una rete sotterranea di vagoni e tunnel dove si dorme, si cucina, si studia, e dove i bimbi - nonostante le bombe - continuano a nascere. “Quello che si avverte è un grande sentimento di incertezza sul futuro. Allo stesso tempo il fatto di prendersi la responsabilità l’uno dell’altro all’interno di queste piccole comunità, dà un senso per andare avanti”. “La guerra non finirà presto con un accordo di pace. Rimarrà tra di noi ancora per lungo tempo. C’è sempre il timore di essere dimenticati dall’Europa, perché dopo il primo choc, è facile abituarsi alla guerra. Il nostro compito quindi come chiesa ucraina e come Caritas è quello di esserci per tutto il tempo che questo conflitto richiederà”
La richiesta delle organizzazioni di cooperazione e solidarietà internazionale: approvare una risoluzione che impegni il Governo a manifestare in ogni sede internazionale la propria opzione indirizzata al cessate il fuoco il prima possibile
Non più soltanto cocaina da immettere nel mercato. Tra i sequestri anche pasta di coca, cocaina base e precursori soprattutto in Belgio, Paesi Bassi e Spagna. Cresce il rischio di produzione di prodotti a base di cocaina, come il crack. Preoccupa anche l’incremento della produzione di metanfetamine: in 10 anni sequestrato il 477% in più