La casa di un rapinato affiliato alla Mala del Brenta diventa rifugio per i profughi ucraini. Succede a Stra e accadrà anche in altri luoghi del Veneto che cambiano il loro volto e scrivono una nuova storia. Andrea Batacchi, ex fedele di Felice Maniero, aveva come base operativa Padova, ma aveva anche comprato una casa a Stra.
Dall’inizio della guerra in Ucraina, in Italia sono arrivati oltre 33 mila minorenni e di questi circa la metà ha iniziato a frequentare le classi italiane. In Veneto ci sono 872 alunni e, per i più timorosi, le insegnanti hanno realizzato un progetto direttamente nell’hub di Monselice
L’organizzazione chiede che venga garantito l’accesso sicuro all'istruzione per i bambini in Afghanistan e che gli autori di tali gravi violazioni siano chiamati a rispondere delle loro azioni
La democrazia non si può esportare, si deve costruire. Fa bene alle persone e ai gruppi sociali, ma è un equilibrio molto delicato, che non gode oggi di splendida salute, ma può e deve essere sviluppata. A ricordarlo in maniera efficace, la fondazione vaticana, la Gravissiumum Educationis, che ha prodotto materiali utilissimi. Le macerie si possono ricostruire solo se c'è un progetto. Sennò richiamano solo altre macerie
Attacco a Leopoli, attacco alla città dei profughi. È don Taras Zheplinskyi, del dipartimento di comunicazione della Chiesa greco-cattolica ucraina, ad aggiornare il Sir su quanto sta accadendo in città.
Due miliardi di risorse richieste su 2,4 disponibili, 400 milioni ricollocati nei poli infanzia. Il risultato della proroga dei termini, dal 28 febbraio al 1° aprile, decisa dal ministero dell'Istruzione, in accordo con quello del Sud e della Famiglia, per consentire una maggiore adesione da parte degli Enti locali al bando
Il porto assegnato è quello di Trapani ma le operazioni vengono ritardate dalle celebrazioni pasquali. “Il nostro team medico si sta occupando dei casi problematici a bordo ma non possiamo garantire un’assistenza idonea per troppo tempo"
Settimana Santa sotto il suono delle sirene e la rabbia dei russi per la perdita dell’incrociatore missilistico Moskva. A raccontarcela è mons. Oleksandr Jazlovetskyi, vescovo ausiliare della diocesi di Kiev-Žytomyr nel giorno in cui, Venerdì Santo, la Chiesa fa memoria della Passione di Gesù. “Ho sentito cadere tante bombe e sono andato anche sui luoghi dove sono cadute. Difficile però dire quali siano i volti delle croci che più mi hanno colpito. Mi vengono in mente i bambini nei rifugi, seduti in attesa che l’allarme finisse. La gente che recita i rosari sotto i bombardamenti. Il pianto delle mamme per le figlie stuprate e uccise. I funerali. Per le persone è molto doloroso. Pensano che quello che stanno vivendo sia una sofferenza ingiusta. Questa ingiustizia è forse la croce più grande che prende dentro tutte le altre”