Ucraina. L’accoglienza passa dalla scuola

Dall’inizio della guerra in Ucraina, in Italia sono arrivati oltre 33 mila minorenni e di questi circa la metà ha iniziato a frequentare le classi italiane. In Veneto ci sono 872 alunni e, per i più timorosi, le insegnanti hanno realizzato un progetto direttamente nell’hub di Monselice

Un progetto internazionale per guardare oltre oltre le macerie

La democrazia non si può esportare, si deve costruire. Fa bene alle persone e ai gruppi sociali, ma è un equilibrio molto delicato, che non gode oggi di splendida salute, ma può e deve essere sviluppata. A ricordarlo in maniera efficace, la fondazione vaticana, la Gravissiumum Educationis, che ha prodotto materiali utilissimi. Le macerie si possono ricostruire solo se c'è un progetto. Sennò richiamano solo altre macerie

Venerdì Santo a Kiev e Žytomyr. Mons. Jazlovetskyi (vescovo ausiliare): “La gente si chiede perché, massacrata senza colpa”

Settimana Santa sotto il suono delle sirene e la rabbia dei russi per la perdita dell’incrociatore missilistico Moskva. A raccontarcela è mons. Oleksandr Jazlovetskyi, vescovo ausiliare della diocesi di Kiev-Žytomyr nel giorno in cui, Venerdì Santo, la Chiesa fa memoria della Passione di Gesù. “Ho sentito cadere tante bombe e sono andato anche sui luoghi dove sono cadute. Difficile però dire quali siano i volti delle croci che più mi hanno colpito. Mi vengono in mente i bambini nei rifugi, seduti in attesa che l’allarme finisse. La gente che recita i rosari sotto i bombardamenti. Il pianto delle mamme per le figlie stuprate e uccise. I funerali. Per le persone è molto doloroso. Pensano che quello che stanno vivendo sia una sofferenza ingiusta. Questa ingiustizia è forse la croce più grande che prende dentro tutte le altre”