La guerra non ferma la vita che nasce. Malgrado la tragedia che sta vivendo in queste ore, l’Ucraina ritrova speranza e luce grazie alle notizie relative alla nascita di diversi bambini venuti alla luce nei sotterranei e nei rifugi antiaerei di Kiev durante i bombardamenti. Mia, questo il suo nome. La foto della sua nascita è diventata virale.
La testimonianza ricevuta dalla Fondazione Don Gnocchi, che sostiene il centro di accoglienza “Dim Myloserdia” per bambini disabili di Chortkiv, regione di Ternopil. La presidente Dubyna: “Sono rimaste tre persone dello staff, 30 minori residenti e 40 adulti con bambini. Tutta la notte sono risuonate le sirene. Siamo pronti ad accogliere profughi e vittime di guerra”
All'interno della comunità, vivono stabilmente anche otto ragazzi disabili. “Se il conflitto dovesse arrivare drammaticamente anche qui, saremo costretti a portarli nelle nostre case in Polonia o in Italia. Non lasceremo il popolo ucraino: noi rimaniamo qui!”
Sono oltre 230 mila gli ucraini che vivono stabilmente nel nostro paese, l’80 per cento sono donne che lavorano nei servizi di assistenza e cura. “Questa situazione è una follia, il prezzo da pagare è troppo alto per tutti”
Occupazione femminile, povertà femminile e denatalità: questi i temi al centro del convegno organizzato dall'Università di Roma Lumsa, che ha visto la partecipazione anche della ministra Bonetti
Così la ministra per le Pari opportunità e la famiglia, Elena Bonetti, nel suo intervento di stamattina in apertura del convegno 'Occupazione femminile. Family act e nuovi modelli di welfare', organizzato dall'Università Lumsa
La testimonianza della coordinatrice della ong, Natalia Onipko, dal seminterrato rifugio di una casa accoglienza per minori oncologici nella capitale ucraina "Qui ci sono bambini che lottano per la loro vita contro il cancro e che ora devono lottare anche contro le follie di Vladimir Putin. E' molto difficile, molti hanno vissuto il conflitto del 2014"
Le sanzioni economiche sono l'ultimo tentativo di fermare uno scontro militare. Devono essere efficaci per ridurre alla ragione Paesi che non rispettano confini o diritti. Devono essere più che mirate per non indebolire le popolazioni dei paesi colpiti, spesso già in difficoltà in regimi non democratici e con una spesa squilibrata verso le armi o a vantaggio delle oligarchie