Una media di 22 scuole al giorno sono state attaccate in Ucraina dall’inizio dell’escalation del conflitto cinque settimane fa, con operazioni militari che hanno interrotto l’istruzione di 5,5 milioni di bambini rimasti nel Paese.
È quello della solidarietà che ora, dopo aver aiutato i rifugiati al confine, si dirige nelle viscere dell’Ucraina per aiutare chi non è riuscito a fuggire
Si pensa a un “piano B”. Corsa a ostacoli verso le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 che, invece di essere in discesa, sembra essere in salita.
Il War Childhood Museum di Sarajevo è il primo al mondo dedicato all'infanzia vittima della guerra. È il museo della guerra vissuta e raccontata dai bambini bosniaci anche attraverso oggetti della loro quotidianità. Spiega la direttrice Krvavac: “rivivere la sofferenza provocata dalla guerra può aiutare ad abbattere le barriere etnico-religiose”.
30 anni fa, a marzo, scoppiava la guerra in Bosnia, una delle più sanguinose delle guerre jugoslave. Risale al 5 aprile l'inizio dell'assedio di Sarajevo. Eventi che trovano oggi delle evidenti analogie con la guerra in Ucraina e che alimentano la paura che la Bosnia, con tutte le sue tensioni e instabilità, possa diventare una nuova Ucraina. Il Sir è andato a Sarajevo ad incontrare due testimoni di quei giorni, il card. Puljic e mons. Tomo Knezevic, all'epoca responsabile della Caritas Sarajevo.
Nel rapporto dell’Emcdda, l’Osservatorio sulle droghe di Lisbona, i dati di circa 80 città europee. In dieci anni di rilevazioni dell’Istituto Mario Negri, dati quasi raddoppiati. Aumentati i consumi o la purezza della cocaina? Gatti, direttore ricerche dipendenze Asst Santi Paolo e Carlo: “Ai servizi casi sempre più complessi, ma è presto per misurare le conseguenze della pandemia”
Uccisi almeno 121 minori. L'Europa accusa Mosca e pensa a nuove sanzioni e a un maggiore sostegno militare all'Ucraina. La Russia nega la strage di Bucha e definisce gli Usa "maestri di provocazione"