L’uragano Ida devasta il Paese, è corsa alla solidarietà per gli sfollati. Mons. Gomez (Conf. ep. Usa): “Preghiamo per la sicurezza”

Acqua potabile. E’ la richiesta pressante che arriva dalle parrocchie, dalla Caritas, dalla protezione civile, dalle organizzazioni. Dopo il passaggio dell’uragano Ida è diventato un bene di prima necessità, mentre altra acqua continua a sommergere interi quartieri di New Orleans, delle campagne della Louisiana e di vaste aree del Mississippi e del Tennessee. Dopo l’acqua l’altra richiesta sono i generatori elettrici da mettere a disposizione di un quartiere o di un centro di soccorso per caricare i cellulari, poter scaldare il cibo in scatola, per le persone malate che necessitano aria condizionata. E poi ci sono le bombole del gas per attivare piccoli fornelli da campo, in uno Stato dove tutto o quasi è alimentato con elettricità.

Sei ragazzi su dieci vanno a letto con lo smartphone

Indagine realizzata da Facile.it. Il 37% degli italiani oggi adulti ha avuto il cellulare in età scolare e, tra questi, 563 mila lo hanno avuto addirittura prima dei 10 anni. Le funzionalità più sfruttate sono videochiamare e mandare messaggi (74,5%), così come l’uso dei social network (62%)

Covid e vaccino, “verso la crisi del Ssn e della scuola?”

L'epidemiologa Gandini si dice “preoccupata per le dichiarazioni di Pregliasco. Il Ssn, pur in affanno, è elemento fondamentale della nostra concezione di sanità al servizio del cittadino”. Sulla scuola: “A cosa serve la vaccinazione di massa, se i protocolli non cambiano?”. Il green pass? “Potrebbe diventare un lockdown degli altri”

Libano. P. Abboud (Caritas): “Ormai si va avanti alla giornata”

Si aggrava sempre più la posizione del Libano, paese preda della sua peggiore crisi economica e politica degli ultimi 30 anni che lo ha costretto a dichiarare default a marzo 2020. Una lunghissima crisi politica impedisce dal 2019 la formazione di un Governo stabile capace di approvare quelle riforme auspicate dalla Comunità internazionale per dare il via al piano di aiuti e di risanamento. A fare le spese di questa situazione è la popolazione locale e rifugiati alle prese con la svalutazione della lira libanese, l’aumento dei prezzi dei beni al consumo, la disoccupazione e la corruzione della classe politica. E come se non bastasse da diverse settimane deve fare fronte anche alla penuria di energia elettrica e di combustibile. Ne abbiamo parlato con padre Michel Abboud, presidente di Caritas Libano