Coronavirus Covid-19: Gerusalemme, appello dei leader religiosi per la vaccinazione

Un appello a tutti i credenti di ogni fede e religione a vaccinarsi il prima possibile contro il Covid-19, a rispettare le regole di prevenzione e a pregare per i medici e per chi è in prima linea nella lotta contro il Coronavirus, per chi è stato contagiato e per chi è malato: a lanciarlo ieri da Gerusalemme sono stati i leader religiosi (rabbini, imam, patriarchi e poi esponenti Drusi e Baha’ì) della Città Santa ricevuti dal presidente di Israele, Isaac Herzog, nella sua residenza. Per i cattolici erano presenti il patriarca latino di Gerusalemme, Pierbattista Pizzaballa, e mons. Yousef Matta, arcivescovo melchita di Acri, Haifa, Nazaret e Galilea.

Iraq: card. Sako (patriarca), “vogliono gettare il Paese nel caos per interessi di parte”. Visita al-Tayyeb a rischio

Dopo l'attentato nei giorni scorsi contro il premier Mustafa al-Kadhimi, il patriarca caldeo, card. Louis Raphael Sako, al Sir fa il punto sulla situazione nel Paese: "L'attentato vuole destabilizzare il Paese. C'è chi non vuole un Iraq forte per continuare a portare avanti i propri interessi settari". La visita del Grande Imam di al-Azhar, Sheikh Ahmad Al-Tayyeb, in Iraq, "sarà possibile solo dopo la formazione di un nuovo Governo, quando l'Iraq sarà più stabile e sicuro". L'Iraq e i giovani: "Il futuro del Paese è rappresentato dai giovani". Dal 18 al 20 novembre una 'Gmg' caldea a Baghdad.

Mons. Grušas (Ccee), “migranti usati come scudi umani. E’ un attacco ibrido all’integrità dei confini”

“Non sono solo migranti e rifugiati, ma persone che vengono utilizzate da un regime governativo. Trafficate per scopi politici e usati come scudi umani nel tentativo di ottenere guadagni politici e destabilizzare la situazione al confine dell'Ue. Questa azione è chiamata attacco ibrido, perché utilizza armi non tradizionali (traffico di persone, disinformazione e altri mezzi) per attaccare l'integrità dei confini di altri paesi”. E’ la forte denuncia lanciata da mons. Gintaras Linas Grušas, arcivescovo di Vilnius e nuovo presidente del Consiglio delle Conferenze episcopali d'Europa, in merito a quanto sta accadendo al confine tra Bielorussia e Polonia dove si sono radunati migliaia di migranti. “Si tratta – aggiunge - di una nuova forma di tratta di esseri umani”, utilizzato “non per profitto finanziario personale, ma per guadagni politici nel tentativo di preservare un regime autoritario”.