Dopo la pandemia la sanità italiana manca di slancio e organizzazione. I fondi annunciati dal Governo non tengono conto dell’inflazione e le lunghe liste d’attesa sono sintomo di questo problema: un piano da 600 milioni l’anno assegnati direttamente alle Ulss. E le Regioni?
Una pisside piena di patatine invece che di ostie consacrate: su YouTube gira questa pubblicità, che ha uno slogan che non lascia dubbi: “Amica chips, il divino quotidiano”. Al Sir professore di Filosofia morale e di Etica della Comunicazione all’Università di Pisa dice subito: “Non c’è il minimo rispetto”
L’evidente completa ignoranza circa “i riti dei Cristiani” (diciamola così, dai) da parte degli autori, che si evince dall’impostazione stessa dello spot, ha prodotto l’ennesima incivile mancanza di rispetto, perché ignorare il credo altrui significa ignorare il valore che una cosa può avere per l’altro, ma calpestare i valori altrui, “fregandosene” sfacciatamente, non è satira, non è libertà di espressione, è violenza ideologica giustificata dall’indifferenza dei più
Oggi il vento della guerra israelo-iraniana torna a spirare. I missili con cui l’aviazione israeliana ha colpito l’ambasciata iraniana a Damasco configura un atto di guerra
Blasfema? Anche! Ma più di ogni cosa, banale e scontata, brutta sul piano comunicativo e perdente! Ci verrebbe da dire: “Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno!”. E, invece no! Perché sanno bene ciò che è stato fatto: la riduzione dell'arte e dell'ironia a un uso profano, impoverimento della loro essenza e del loro potenziale significativo. Il risultato? L’opposto dell’obiettivo: arte e ironia private della loro forza innovativa e provocatoria. Ovvero, negazione della publicitas!
“Ho conosciuto alcol e droga, ho sofferto di depressione e tentato più volte il suicidio”. Olivia Maurel, nata da utero in affitto e oggi portavoce della Casablanca Declaration, racconta al Sir il trauma vissuto e spiega i motivi del suo impegno per l’abolizione universale della maternità surrogata. “Sono consapevole – afferma - di essere un paradosso vivente: sono contro ciò che mi ha permesso di venire al mondo”
“Non servono molte argomentazioni; basta spiegare esattamente in che cosa consiste la surrogazione di maternità. Avere un figlio non è un diritto. Siamo certi che riusciremo a costruire un network di persone di buona volontà per creare un’onda che riesca a bloccare questa procedura inammissibile che viola la dignità della donna e del bambino”. Intervista con il presidente della Federazione associazioni familiari cattoliche in Europa, a margine dell’International Conference for the Universal Abolition of Surrogacy (Roma, 5-6 aprile)
La tesi del lavoro di Rossetti è che la libertà sia un passaggio essenziale, perché mette in condizione il giovane di sperimentare i rischi e i vantaggi dei desideri e delle proprie scelte
Settant'anni fa don Lorenzo Milani, sacerdote e grande educatore, si trasferiva a Barbiana e iniziava il suo prezioso lavoro di recupero con i ragazzi “dispersi” del territorio